martedì 18 settembre 2012

Il Metodo "Viaggia"

Poco tempo fa e al solo scopo di babbìo (palermitano per "scherzo") ho rispolverato un'abitudine linguistica molto in voga quando andavo al liceo ovvero "viaggia".
Viaggia è la risposta che si dava a chi mostrava preoccupazione per qualcosa, al fine di trasmettere serenità e totale noncuranza del corso degli eventi. Altrimenti detto sta per "non preoccuparti, tu continua per la tua strada" o qualcosa del genere.
Ma babbiando babbiando sto iniziando a rivalutare seriamente quella che mi appare sempre meno come una vuota abitudine linguistica da adolescente scapestrata e sempre più come una vera e propria filosofia di vita.
Se assunto con le dovute precauzioni il "Metodo Viaggia" può aprirci un mondo.
Attenzione, non si tratta di arrendevolezza o, peggio, ignavia. Si tratta di pragmatismo. Non potremo preoccuparci di tutto e per sempre. Vedo gente preoccuparsi dell'importanza della virgola nella costruzione sintattica dell'italiano contemporaneo o della deriva del congiuntivo, vedo gente che cerca un lavoro non tanto per guadagnarsi onestamente da vivere quanto per diventare ricca, vedo altri che fanno di tutto per mostrarsi più intelligenti, più cinici, più colti, più furbi degli altri e a tutta questa gente io non posso far altro che rispondere viaggia compà.
Ho cercato di stare dietro a tutti loro per la quasi totalità della mia vita, adesso sono stanca di tenere il passo di qualcun altro, tengano loro il mio.

Io magari in 26 anni di esistenza non avrò ancora combinato nulla, non sono laureata, non lavoro, non faccio più parte di un'associazione, non ho letto tutti i libri che avrei dovuto, magari i pochi che ho letto neppure li ho capiti bene come li avete capiti voi, non sono sposata, non ho dei figli, non possiedo praticamente nulla e non sono decisamente ricca. Non saprò usare la grammatica in maniera impeccabile - anche se azzecco tutti i congiuntivi! - e le cose che scrivo non le vuole pubblicare nessuno, non ho visto tanti film cult e mi vanto di detestare Tarantino e Il grande Lebonsky - ammesso che si scriva così e se anche fosse sbagliato, viaggia..
Non conosco tutti gli album dei Led Zeppelin a memoria eppure dico in giro che la loro musica mi piace perchè me ne sbatto di voi che conoscete anche la taglia delle mutande di Jimmy Page, a me basta conoscere Stairway to Heaven e Heartbreaker per poter affermare con assoluta certezza che la loro musica mi va decisamente a genio. Non so ballare i balli di gruppo e non sono mai stata - e probabilmente mai sarò- alla moda. Sapevo parlare l'inglese ma ora l'ho dimenticato, lo spagnolo mai imparato, il francese vabè viaggia..

Eppure voi che avete tutte queste cose che io non ho mi sembrate piccoli quanto me.

Non è la vostra laurea o il vostro lavoro al call center, né la vostra sconfinata conoscenza della lingua e della letteratura, né i vostri libriccini ridicoli pubblicati solo perché dirvi che sono una cagata non è politically correct, né i vostri matrimoni prematuri e vuoti, né i vostri figli destinati all'instabilità né il vostro accumulare rate su rate per comprarvi un inutilissimo I-phone né tutti i film che avete visto o la vostra abilità nell'essere perfettamente inseriti in tutte le attività più stupide e più in voga che questa società vi impone, a rendervi persone migliori. E se tutte queste frasi coordinate separate da virgole ogni quando mi passa per la testa vi mandano in bestia sappiate che l'ho fatto apposta perchè la vostra grammatica fascista mi sta sulle palle.

L'altra sera dicevo a Marco che ho ricevuto più baciamano alla Vucciria, il sabato sera, da gente quasi completamente ubriaca che in tutti gli ambienti superfighi-superintellettuali-superradicalchic che ho avuto la sfortuna di frequentare nella mia vita.
Uno di questi ragazzi che abbiamo incontrato e che mi ha salutato e parlato come un vero signore ha detto una cosa bellissima, di un candore disarmante. Parlando della sua vita ha detto "E' tutto difficile" ed io per un attimo non mi sono sentita sola.
E' tutto difficile, è vero. E' molto macho affermare che non ci sono difficoltà e che quelle che ci sono si possono superare, invece trovo estremamente coraggioso riconoscere la verità dei fatti.

Non è vero che va tutto bene. Siamo tutti indistintamente nella merda. Il nostro sistema economico fa schifo. Verosimilmente tutta la mia generazione non troverà mai un lavoro. E se lo troverà sarà un lavoro di merda. Carletto avrebbe parlato di alienazione, io parlo di merda.
Qualcuno di voi troverà assurdo e inspiegabile che io dopo sette anni non sia ancora laureata. Io mi chiedo che cazzo ci sto a fare qua a scrivere di Anglosassoni e del loro cazzo di mito delle origini se fra sei mesi farò la cameriera all'altro capo dell'Europa. Se mi va bene.

Quindi per adesso mi va bene viaggia compà. Non ho idea di quando partorirò questa laurea e non chiedetemelo, l'unica certezza è che non pagherò l'ottavo anno accademico a quest'università di merda ergo mi resta sino a marzo, se sarò laureata bene, altrimenti bye bye.  E se mi chiedete invece cosa sto facendo per adesso vi risponderò un cazzo nonostante io stia facendo davvero tante cose. Sto vivendo, in primis. E sto risvegliando tutte le parti anestetizzate. Al momento sto facendo questo.

1 commento:

  1. il viaggio non è solo fuga adolescenziale ma una vera e propria terapia quasi psicologica. serve per staccare dalla realtà anche se anche la meta del tuo viaggio è una realtà da affrontare. Ma ne senti solo la leggerezza. Il tuo modo di scrivere è molto piacevole e vero. Per le lingue, visto che il tuo motto è VIAGGIA, le riscoprirai ;)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)