lunedì 20 maggio 2013

[FATEVICAZZIMIEI] Riassunto degli ultimi giorni

Foto fatta ieri notte, preparando il mio caffè notturno..
Salve, arieccomi.
Stasera vi dico un po' di me e di ciò che ho fatto in questo weekend visto che questi post assolutamente privi di qualsiasi scopo a quanto pare raccolgono consensi. Bene, iniziamo.

Poichè questo post è estremamente lungo vi faccio un breve sommario così vedete se c'è qualcosa che vi interessa e andate direttamente lì:

- Il Grande Gatsby, film e libro
- Haul scarpe, occhiali, smalto
- Capatina da Feltrinelli, blatero di libri
- Haul detergente viso, una spugna, un anello

Le mirabolanti avventure di Amaranthine Mess iniziano giovedì scorso.
Ultimo giorno de La Festa del Cinema (se volete saperne di più andate qui -> [link] ma tanto già è finita eh eh), io, consorte e i due amici con i quali abbiamo affrontato questa maratona filmistica ci avventuriamo alla volte de Il grande Gatsby, regia del mio amato Buz Luhrmann. Fermi tutti, c'è il preambolo.
Lessi questo libro per caso, ormai diverso tempo fa - credo fosse il 2009.
Ero in viaggio con i miei, in Francia, ricordo che per il mio compleanno i miei amici mi avevano regalato un sacco di libri, ed io ne avevo portati un bel po' con me in viaggio, ma non erano stati sufficienti. Dovete sapere che mio padre non prende l'aereo, ragion per cui tutti i viaggi fatti con i miei sono letteralmente on the road. Immaginate un on the road Palermo-Parigi-Bretagna-Palermo cosa comporta. Esatto, tanto tempo per guardare fuori dal finestrino.
Fortunatamente, essendo stata abituata sin da piccolina praticamente a vivere in auto non ho alcun problema a leggerci anche in auto quindi, quell'estate, in quell'auto, furono macinati un bel po' di libri -credo sei o sette. Immaginate la mia disperazione pensando al viaggio di ritorno senza libri.
Poi durante una sosta in un'area di servizio mi avventurai fra le ceste di libri essenzialmente rosa e gialli che erano in vendita. E scavando scavando trovai due dei più bei libri letti nella mia vita: Soffocare di Chuck Palahniuk - primo libro di Palahniuk letto - e Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.
Capirete bene che, qualche mese fa, quando si iniziò a parlare di un film basato sul romanzo di Fitzgerald diretto niente po' po' di meno che da uno dei miei registi preferiti io ho iniziato a fremere.


Così siamo andati a vederlo. Vi dirò, non è brutto, ma me lo aspettavo più bello.
Il fatto è che conoscendo Luhrmann mi aspettavo qualcosa di estremamente sperimentale. Colui che ha ambientato Romeo+Juliet a Verona beach non può fare una riproduzione fedele di Gatsby, mi dicevo.
Sbagliato. 
E' proprio fedele fedele. L'unico tocco luhrmanniano sono alcune inquadrature molto particolari e alcuni brani piuttosto recenti - hip hop e compagnia - inseriti nella colonna sonora. 
Ah e anche un'altra cosa, ma questa ha molto a che vedere con la percezione personale. Io il Gatsby del libro me l'ero immaginato molto sobrio, molto controllato. Il Gatsby del film invece è molto pacchiano e in più di una scena più che un miliardario il cui passato è avvolto nel mistero sembra una checca isterica.
Però transeat, il libro mi è piaciuto tantissimo. Il film mi è piaciuto e basta.

Venerdì pomeriggio avevo intenzione di fare il mio usuale giretto in centro che ho fatto, ma dopo. Dopo che, vi chiederete. Ebbene, facciamo un passo indietro.
Erano più o meno le 16, io giro a piedi, quindi avevo intenzione di scendere non prima delle 17 per via del sole a picco, quando mio padre mi chiede di accompagnarlo a comprare un paio di scarpe. Bene, mi dico, è presto. Così lo accompagno.
Mentre mio papà guarda nel reparto maschile io faccio un giro in quello femminile, vedo qualcosa di grazioso ma non penso di comprare nulla perchè i prezzi delle scarpe che mi piacciono non sono proprio bassi (neppure alti, ma sicuramente non prezzi d'occasione). Mio padre invece, trova due paia di scarpe a poco, le portiamo alla cassa e la cassiera dice "Se prendete un terzo paio di scarpe avete il 10% di sconto". E mio padre a me "Tu hai visto qualcosa?". Non ve la tiro per le lunghe, il risultato sono loro.


Sono belle, sono di tela e sono una validissima alternativa estiva ai miei anfibioni super caldi.
L'unica cosa che ancora mi perplime è il colore. Io sono abituata al nero, ho tutto l'armadio nero, dovrò cambiare qualcosa in funzione di queste scarpe. E la cosa mi sta bene.
Sempre nello stesso negozio ho preso un paio di occhiali da sole, questi


e lo smalto di cui vi parlavo nello scorso post -> [link] che è il n. 265 "Rich in heart" di Sinful Colors. Io non avevo mai visto questa marca di smalti qui a Palermo per questo ho fatto la "segnalazione" sia qui sul blog che sulla pagina Facebook -> [link]. Il colore è un bel bordò davvero scuro, sembra davvero nero, solo che quando incontra la luce sprigiona tanti piccoli riflessini rossi, molto più piccoli di normali glitter.
L'ho preso subito appena l'ho visto perchè mi ha ricordato uno smalto che avevo anni fa di Deborah se non sbaglio che dava più o meno questo stesso effetto.
Vi faccio vedere ma la foto non rende molto:



Subito dopo il negozio di scarpe mi son fatta lasciare da mio papà in centro e sono andata da Feltrinelli, non prima di esser passata a salutare il mio barman personale che per gentile concessione, di tanto in tanto, presto al locale in cui lavora ù_ù
Arrivata da Feltrinelli, prima di andare al primo piano, dove si trova il bar, ho fatto un giretto fra gli scaffali per prendere qualcosa da leggere mentre sorseggiavo il mio caffè.
Ora, vedete, uno dei miei più grandi difetti, talvolta, è la speranza. Io spero nelle cose e poi resto fregata. Questa volta la mia speranza beffarda mi ha tirato un brutto scherzo non per quanto riguarda grandi problemi esistenziali quanto per un libro. Il libro in questione l'avevo già notato qualche sabato fa, quando sono andata da Feltrinelli con mia madre. Lì per lì l'avevo bollato come la solita cagata, ma quel titolo continuava a risuonarmi in testa così mi sono data della prevenuta ed ho voluto dare una chance a Biscotti, dolcetti e una tazza di tè di Vanessa Greene (se proprio volete saperlo, edito Newton Compton). Iddio santissimo.
In cuor mio nutro sempre la speranza che qualcuno possa replicare le meravigliose atmosfere di Chocolat (Joanne Harris) ve lo dico francamente. Quindi appena leggo di dolci, cioccolate, tè, caffè e roba del genere io vado in brodo di giuggiole salvo poi ritrovarmi con qualcosa del genere fra le mani:

" "Cerchi qualcosa di particolare, tesoro?", mi soprende una voce gentile e accogliente alle mie spalle. Oh mio Dio! Sbaglio o quelli nascosti nella carta di giornale ingiallita sono davvero il bricco del latte e la zuccheriera dello stesso servizio? Sollevo un angolo per controllare. Proprio così: ci sono gli stessi nontiscordardimè e il bordo dorato. Resto pietrificata. Distolgo a fatica lo sguardo dalle tazze da tè, mi volto verso la voce con un sorriso cordiale - non tanto perchè voglio sfoderare il mio fascino e iniziare la trattativa, quanto perchè non riesco a smettere di sorridere come una stupida - e mi trovo davanti gli occhi grigio-blu sormontati da sopracciglia ribelli del venditore che mi guardano annoiati.

V. Greene, Biscotti, dolcetti e una tazza di tè,
ed. Newton Compton

In casi come questo potrebbe anche esser colpa della traduzione. Sono andata alla ricerca del testo originale ma non era disponibile quindi non so dirvi ma qualcosa mi suggerisce che la cagata è proprio alla fonte.
Ma si può scrivere così? "Oh mio Dio!"??? Ma dici sul serio cara la mia Vanessa? Resti pietrificata davanti le tue tazzine del cazzo, io resto pietrificata davanti la tua prosa banale, da dodicenne (senza nulla togliere alle dodicenni che scrivono, continuate così ragazze..). Scusate, come avrete già capito i libri scritti male mi mandano in bestia. E' come fare un torta mimosa e metterci la maionese dentro. Che spreco.
Questo è il libro in questione, ve lo mostro così magari potete avvistarlo da lontano ed evitare qualsiasi tipo di contatto:

"Numero uno in Inghilterra" eh no, mia cara Inghilterra,
quasi quasi rivaluto la mia aspirazione a diventare
suddita!

Fortunatamente il pomeriggio è stato ugualmente gradevole grazie al mio buon caffè

Scusate la brutta qualità, ma quant'è bellino?

E alla scoperta di qualche titolo che passa direttamente in wishlist

Ho adorato Middlesex, un po' meno Le vergini suicide,
vedremo che mi dirà questo...

Infine, sabato pomeriggio, sono uscita per andare a comprare delle cose che mi servivano e poi per andare a dare un bacio fugace al mio amato consorte che questa settimana, causa lavoro, è stato più una sensazione che una presenza.
Non molto tempo fa, credo di averne parlato en passant anche qui sul blog, io e Marco siamo andati a fare incetta di detersivi super scontati per le nostre mamme. Uno dei posti in cui siamo stati è davvero ben fornito non solo per quanto riguarda i detersivi ma anche per quanto riguarda accessori e prodotti per il viso e il corpo. E poichè il mio detergente per il viso sta morendo sono andata a prenderne uno nuovo.
Il posto in questione si trova in una zona abbastanza incasinata di Palermo, ragion per cui ho posteggiato un po' lontano e sono andata a piedi.
Camminando, mi sono ritrovata in una piccola enclave in cui le dinamiche sociali sono ancora quelle degli anni Cinquanta. In cui le donne sono mogli, o figlie o tutt'al più zitelle. Dove i ragazzini stanno in giro con le bici e gridano qualcosa, passando, alle madri affacciate ai balconi. Tante piccoli negozi aperti, estremamente bui, se butti uno sguardo passando, non vedrai nulla. Il carnezziere - il macellaio-, il panificio, una specie di bar che vende birre fredde e gelati. E tanta gente. Ma davvero tanta. Lungi da me fornirvi una quadro di costume, di solito non guardo estasiata al mondo, anzi, basandomi sulla mia esperienza di Palermo ho percorso quella strada il più velocemente possibile e con le mani strette sulla borsa, però mi ha fatto effetto vedere quel tipo di vita. Perchè io non la immagino. Non ho idea di cosa sia vivere lì.


Questo ciò che ho preso. Un detergente Nivea e una spugna per lo scrub corpo. Poi magari ve ne parlo meglio quando li utilizzo, se vi interessa. Per il momento posso dire solo una cosa: quando ero piccola c'era una persona nella mia vita, la zia Annarita, che ora non è più mia zia, ma aprire quel tubo di detergente Nivea mi ha fatto tornare in mente lei perchè lei odorava sempre di crema Nivea. Assieme a lei sono tornate tante cose.

Vi lascio con l'ultimo acquisto ebayoso arrivato, un anellino sobrio sobrio che sembra quasi una cazzottiera :D

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