venerdì 1 luglio 2011

Mondi paralleli - Una transfuga nord coreana impara a vivere fuori dalla prigione più grande del mondo [Parte prima]

Oggi, spulciando un po' i giornali esteri ho trovato questo reportage molto bello.
Non so quanti di voi mastichino l'inglese, per questo provo a farne una traduzione. L'ho divisa in due parti per questioni di post e di tempo. Stasera tradurrò e pubblicherò una prima parte, spero domani sera stesso di tradurre e pubblicare la seconda.


Photo by Dan Chung for The Guardian


Una transfuga nord coreana impara a vivere fuori dalla prigione più grande del mondo 
[Parte prima]

reportage di: Julian Borger - The Guardian
traduzione di: Elena Spadafora 'Amaranthine Mess'

La piazza AK di Suwon è come qualsiasi altro centro commerciale della Corea del Sud: un tempio del consumismo elettronico, modaiolo e dei fast food.

Il "Tea and Bakery" al piano superiore è decorato con un'eccentrica selezione di parole inglesi: passion, spleepiness, refreshment confort.

In un recente giorno d'estate una giovane coppia seduta ad un tavolo era intenta nell'uso dei propri smartphones, di tanto in tanto si scambiavano uno sguardo e si sorridevano. Ad un altro tavolo due suore buddiste vestite di grigio prendevano il tè chiaccherando. E ad un terzo tavolo una giovane donna in un vestito rosso stampato stava seduta in silenzio, persa dentro il suo laptop.

La donna, Rhee Kyeong-mi, appariva come perfettamente a suo agio nel ronzio dell'ambiente e nella cultura che la circondava. L'esile figura vestita alla moda della ventunenne coreana era apparentemente come quella di dozzine di altre ragazze che trascorrono un giorno d'estate facendo shopping. Solo il suo accento avrebbe potuto tradire le sue differenti origini.

Rhee (uno pseudonimo adottato per proteggere lei e la sua famiglia) è una transfuga appena arrivata dalla Corea del Nord e solo tre mesi fa lottava per la sopravvivenza in un campo di lavoro.

Questa è la sua prima volta in un centro commerciale e lei ne è in qualche modo sopraffatta.

"E' solo troppo grande, troppo fantastico" commenta in un sussurro timoroso. Sino ad ora, ha speso quasi ogni mese dei suoi ventun'anni a cercar di trovare abbastanza cibo per restare in vita, e l'abbondanza e la possibilità di scelta attorno a lei adesso le fanno venire le vertigini.

Come più di 23 000 nord coreani che son scappati dalla Corea del Sud negli ultimi vent'anni, Rhee ha trascorso tre mesi a Hanawon, un centro a circa 20 km da Sowun, dove dei consulenti hanno provato ad aiutarla nella transizione da una delle società più povere e più repressive del mondo verso uno dei più ricchi paesi asiatici in (veloce) via di sviluppo. Ad Hanawon si insegna ai nuovi arrivati come acquistare nei negozi, come aprire un conto in banca e a comprendere le parole inglesi in uso nella linga commerciale e colloquiale sud coreana.

Ma questo è anche un esperimento con più vaste implicazioni. Squadre di psicologi e sociologi stanno osservando come persone come Rhee si adattano [alla nuova situazione] perchè se la Corea del Nord collasserà in Sud dovrà aiutare 24 milioni di persone provenienti dalla prigione più grande del mondo ad adattarsi.

Rhee è nata nel 1990 a Musan, nella provincia nord di Hamgyong, vicina al confine con la Cina. Suo padre è morto quando lei aveva tre anni, ma non conosce bene la causa della sua morte. La Corea del Nord era nella morsa della carestia che alla fine uccise 1-3 milioni di persone. La gente sopravviveva eludendo il sistema nazionale di coltivazione con ogni mezzo possibile.

"Quando mia madre era ancora viva salì su in montagna e trovò un pezzo di terra in cui avremmo potuto coltivare senza essere scoperti", racconta Rhee. "Mia madre e mia sorella coltivavano ed io camminavo per tre ore verso il mercato dove vendevo ciò che loro coltivavano e allevavano: granturco, fagioli, conigli e polli.

Nel 2005, quando Rhee aveva 15 anni sua madre morì. "Si ferì ad un piede mentre coltivava la terra, il piede le si infettò ma non c'era alcuna assistenza sanitaria. Così in realtà è stata uccisa dalla mancanza di servizi ospedalieri"

[continua]---> [Seconda parte] [Terza parte]

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