domenica 9 ottobre 2011

To be or not to be [here]

A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di guardarsi intorno e sentire il viscerale bisogno di non essere più lì?

A volte i luoghi ci stanno stretti.
La nostra casa, il nostro quartiere, la nostra città con i suoi abitanti diventano un inferno dal quale si deve scappare al più presto. Per non soccombere.
Ecco io provo questo.
Però il mio non è bisogno di una vacanza o di una pausa, io ho proprio voglia di non essere più qui.

Ho voglia di non avere più una casa qui, e invece averla altrove, voglio abbandonare queste strade, queste luci, e trovarne di nuove, voglio non avere più storie in questi luoghi e voglio - fortemente voglio - crearmene di nuove, in un nuovo posto.

Qualcuno potrebbe pensare che io abbia solo voglia di scappare, e non lo escludo, ma ciò che mi fa più di tutto odiare questo posto - e, di conseguenza, aspirare ad un nuovo posto - è la consapevolezza che il mio essere qua è deleterio.
Non voglio mica dire di essere un talento sprecato, figuriamoci, però so per certo che se io fossi da un'altra parte, sarei molto di più. Come persona prima di tutto.

Palermo svuota le persone.
Qualche anno fa ho scritto queste righe che di fatto continuano a rappresentare al meglio la mia disposizione verso questa città.

Palermo è la città più brutta del mondo.
A Palermo non c'è più il cielo
perchè lo hanno mangiato
a Palermo manca l'aria
perchè la tua aria la respira sempre
qualcun altro.

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