venerdì 18 novembre 2011

Palermo e le bici

Girando per il blog di uno dei miei followers (quanto mi sento figa a dire i miei followers? vabè..) mi sono resa conto che non ho mai parlato della mia mitica bici.
Eccola, è lei, quella in foto.
E' superbella non credete? Me l'ha regalata mio padre quando sono tornata dall'Inghilterra, quindi la bimba ha già tre anni.


A ma piace molto andare in bici, probabilmente è una passione passatami da mio padre, solo che lui è un vero intenditore (intendo "tecnicamente" intenditore), io mi limito a scorrazzare in giro.

Palermo, in teoria, è una città molto adatta a girare in bici: la città è per la quasi totalità pianeggiante, la maggior parte delle strade sono abbastanza larghe e in quelle strette del centro storico non passano molte auto e sebbene fra la parte più vicina al mare e quella più vicina alla montagna ci sia un po' di dislivello è un tipo di pendenza che si può benissimo imparare a sostenere con una settimana di allenamento.

Come in moltissime altre cose a Palermo, la teoria è calpestata dalla pratica. In questo caso la pratica sono i palermitani e il loro comportamento da diavoli della Tazmania.
Sì, avete presente Taz? Quello dei Looney Tunes che gira per casa e trascina tutto dietro di sè in un vortice lasciando, dopo il suo passaggio, solo sporco, distruzione e caos? Eccoli, sono i miei concittadini.

C'è da fare una premessa: il Comune, forse in uno dei pochi momenti di lucidità avuti negli ultimi anni (niente paura, poi si è riassopito..) ha anche fatto qualcosa di positivo per incentivare l'uso delle bici in città, ovvero, le piste ciclabili. Ah sì, a Palermo abbiamo meravigliose piste ciclabili che costeggiano il mare e che servono da ottimo parcheggio per tutti gli automobilisti che hanno troppa poca pazienza e troppo poco tempo per cercarsi un posto come tutti gli altri. Per non parlare dei romanticissimi fidanzatini le cui sinapsi non riescono a connettersi in modo tale da inviare il messaggio pista ciclabile non ci puoi camminare e quindi stanno lì in mezzo a cincischiare, mentre tu da dietro provi a scansarli o a terrorizzarli con una scampanellata (sì, perchè se suoni il campanello si terrorizzano, non ho ancora capito bene perchè..). Una volta mi son pure fermata, per capire meglio: c'era un uomo fuori da una macchina, posteggiato sulla pista ciclabile ed io e una mia amica che eravamo in bici gli abbiamo fatto notare che quello non era il posto più adatto per posteggiare. Il baffuto signore ha gentilmente risposto "picchì un ci passi?" (questa ormai è una frase idiomatica a Palermo quindi non saprei proprio come renderla.. il significato è qualcosa del tipo "ma perchè mi stai rompendo le scatole quando ti ho lasciato dieci centimetri di spazio? non ci passi da lì?)

Altro e ben più pericoloso problema degli automobilisti posteggiati, sono gli automobilisti che si muovono: dopo anni di osservazione sono arrivata alla conclusione che l'automobilista medio palermitano non riesce a concepire l'esistenza del ciclista: per loro il ciclista è come Dio per un agnostico, ne hanno sentito parlare, ma non sanno ancora se crederci o no. Loro ti sorpassano ovunque tu ti trovi, puoi anche schiacciarti contro le auto posteggiate, al limite destro della corsia per non disturbare, loro riusciranno lo stesso a terrorizzarti con i loro 70 km orari minimi e le loro brusche sterzate. Una volta ero in una stradina stretta vicino casa mia e dietro avevo una macchina ma non c'era materialmente lo spazio per fermarmi e lasciarla passare. Nel momento in cui la stradina si è fatta un tantino più larga mi sono messa di lato ma ho fatto notare alla signora che io ho tutto il diritto di stare per strada e che il fatto che la facessi passare era puro atto di cortesia. Sapete cosa mi ha risposto lei? "E' un problema tuo" (che avessi la bici, penso intendesse..). Ovviamente la signora fino al giorno prima era vissuta nel più profondo della foresta amazzonica, e per questo motivo sconosceva i concetti di smog, inquinamento, buco nell'ozono, sviluppo sostenibile.

Finita la mia breve ricognizione sulla vita del ciclista a Palermo mi riprometto di scrivere qualcosa di più approfondito, magari corredato da foto scattate in giro per la città: una specie di reportage renderebbe sicuramente più figo questo blog e la sua autrice, senza contare che potrei mostrare a quei fortunati che vivono in città normali in che postaccio vivo io.

Nessun commento:

Posta un commento

Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)