domenica 9 settembre 2012

Le vere femministe si guardano dentro

Gustave Courbet, L'origine del mondo (1866)
Il contenuto di questo post potrebbe essere ritenuto non adatto ad un pubblico giovane, lo so. E non tanto per lo splendido quadro che allego al post -splendido non tanto per il dipinto in sè quanto per il meraviglioso titolo che è stato dato all'opera - quanto perchè parlerò, fondamentalmente, di vagine. Utilizzo un condizionale dicendo che potrebbe essere ritenuto un po' forte per il semplice fatto che non sono d'accordo. Se io avessi una figlia vorrei che conoscesse bene se stessa anche e soprattutto a livello fisico e vorrei che, conoscendosi, riuscisse a vivere bene il suo essere donna e la sua sessualità.
Queste riflessioni sono scaturite sostanzialmente da un meraviglioso incontro fatto ieri in libreria: Simone de Beauvoir, Il secondo sesso.
Il discorso sulla sessualità femminile è spesso trattato sommariamente, con superficialità e rischia con buona probabilità di diventare una sterile disamina vagamente porno delle varie parti più o meno erogene del corpo femminile. Partendo da questi presupposti è chiaro che un discorso di questo tipo non possa avvenire fra una madre e una figlia, ad esempio, o nel caso in cui avvenga, diventi estremamente imbarazzante per entrambe.
Il problema, a parer mio, sta nella prospettiva maschile con cui anche le donne guardano alla propria sessualità: se ci limitiamo a parlare di clitoridi più o meno sensibili o di vagine più o meno lubrificate il discorso perderà del tutto il suo senso autentico e si trasformerà in un inutile ciarlare di argomenti scabrosi.

Innanzi tutto dobbiamo tenere a mente una cosa, ovvero che le donne e gli uomini vivono il sesso in modo totalmente diverso. Non voglio rischiare di scadere nel sessismo più sfrenato ma chiarire questo punto è fondamentale: l'uomo e la donna si sono evoluti in modi differenti, il cervello maschile e quello femminile lavorano in modi diversi, riconoscono, per così dire, scale di importanza diverse.
Il pensiero dominante maschile ha portato a pensare al rapporto sessuale come un momento in cui la donna è fondamentalmente passiva e non parlo di mere "posizioni" ma di ruoli all'interno dell'atto sessuale: l'uomo dà, la donna riceve, questo è quanto. Se guardiamo al sesso da questa prospettiva, aldilà di tutto il coinvolgimento emotivo e la complicità che possa esserci fra i due amanti, la donna è essenzialmente un oggetto, può dimenarsi e schiamazzare quanto vuole, può persino provare piacere ma quanta parte di sè mette in ciò che sta facendo? Posso azzardare: quasi niente.
Fondamentalmente abbiamo fatto nostro il modo maschile di concepire il sesso, limitando al minimo le nostre possibilità.

Io credo che questo derivi proprio dalla scarsa conoscenza e dalla pochissima importanza che viene comunemente data alla sessualità femminile. Quante di noi sanno che all'interno della vagina ci sono dei muscoli che, se esercitati, possono rendere molto più piacevole il sesso non solo per la donna ma anche per l'uomo?
Ora non voglio qui soffermarmi su tecniche ed esercizi per migliorare le vostre prestazioni sessuali anche perchè non ne ho le competenze, ciò che vorrei è che ogni donna riuscisse a prendere piena coscienza di sè, del proprio corpo, delle proprie reazioni e che cercasse un po' di egoismo, questa è la parola giusta.
Questo non significa dimenticare il partner, tutto il contrario. Se, anche in questo campo, riuscissimo a pensare un po' più a noi stesse e soprattutto se riuscissimo a fare a meno dell'involucro di pensiero maschile che inscatola il nostro modo di pensare, probabilmente faremmo solo del bene a noi stesse e di riflesso anche a chi ci ama.

Anche questa volta mi fermo a pensare che le più grandi nemiche delle donne sono le donne stesse.
Come abbiamo potuto barattare una sessualità complessa, fatta di mille sensazioni differenti e tutta nostra, che solo noi possiamo capire e di cui solo noi possiamo parlare veramente con un per carità piacevole ma semplicistico e assolutamente riduttivo sfregamento di peni e vagine?

2 commenti:

  1. Argomento molto interessante, io sn una donna molto egoista...in questo sono poco donna e molto uomo! :P

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  2. è vero spesso noi donne siamo le nostre peggior nemiche...il problema è che magari siamo nate nella famiglia sbagliata o nella città troppo pudica....cmq una vera donna prima o poi si evolve!

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)