martedì 11 aprile 2017

Il logista - Federica Fantozzi | BOOKTALK

Recensione Il logista Federica Fantozzi
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TEMPO DI LETTURA 3 MINUTI

Lo scorso mese ho avuto il piacere di leggere questo Il logista di Federica Fantozzi, uscito proprio in marzo per Marsilio.

Il libro prende il titolo da un mestiere insolito, quello del logista, appunto, che è qualcuno che, per vivere, organizza spostamenti per gente facoltosa spesso in posti non tranquillissimi in giro per il mondo e fa in modo che questi viaggi vadano per il meglio. Presto, nel libro, emerge che il logista non è esattamente un tour operator: il logista si occupa di viaggi potenzialmente pericolosi e fa in modo che non lo diventino mai ma, cosa più importante, il logista si occupa anche di spostamenti non esattamente leciti.


Il logista è un libro che mette insieme molte questioni apparentemente non correlate: c'è l'Islam, la sua faccia buona e la sua faccia cattiva, c'è una giornalista e il suo modo di fare giornalismo, c'è Roma, città eterna, bellissima, trascurata, simbolo di quella che è stata forse la prima civiltà imperialista della storia e insieme simbolo di commistione e scambio culturale. Federica Fantozzi riesce in questo libro a parlarci, con parole chiarissime, di un problema contorto come quello del fondamentalismo islamico. Ciò che ne emerge è uno sguardo lucidissimo su ciò che ci sta accadendo intorno, nel mondo. 


(2017)
Federica Fantozzi
ed. Marsilio
246 pag.
16,50 €
5/5 su Goodreads


E se i fondamentalisti islamici non fossero solo pazzi assassini?


Amalia è una giornalista romana che si ritrova coinvolta in un affare internazionale: il libro si apre alle Maldive, di notte, quando un gruppo di uomini a bordo di diversi Zodiac raggiunge un resort via mare e uccide tutti gli ospiti. L'unico indizio sull'identità di quegli uomini è un fazzoletto nero con uno scorpione dorato disegnato sopra.

Subito dopo questa scena d'apertura, l'azione si sposta a Roma, dove iniziamo a seguire le vicende di Amalia che ben presto vedrà proiettato il suo lavoro e la sua vita su piano internazionale: raccogliendo qualche notizia su un coppia di italiani morti durante l'attentato alla Maldive, Amalia si ritroverà ad indagare sull'attentato stesso e avrà a che fare con tutte le diverse sfaccettature dell'Islam, dagli assassini spietati, a uomini di enorme cultura, ai disperati che imbracciano un fucile per molti motivi fra cui quello di essere musulmani è il meno importante.

Ciò che emerge dal racconto delle vicende di Amanda è uno sguardo lucido e privo di estremismi di ogni sorta: il fondamentalismo islamico non è solo frutto della pazzia umana come molti sostengono. Dietro a quelle manifestazioni di violenza estrema ci sono delle ragioni. Gli effetti di quelle ragioni sono assolutamente condannabili ma tutta quella rabbia non viene dal niente.

Una delle frasi a mio avviso più belle del libro è di Amalia, quando dice che spesso i foreign fighters sono persone che vorrebbero solo prendere un fucile, andare a scuola o sul posto di lavoro e iniziare a sparare, solo non sanno dove prendere un fucile e allora iniziano comprando un biglietto per la Turchia, lo Stato Islamico provvederà a fornire loro un'arma e qualcuno contro cui sparare.


Potete trovare la video-recensione su Il logista di Federica Fantozzi cliccando qui


Il mestiere del giornalista


Federica Fantozzi è lei stessa una giornalista e in questo libro instilla anche qualche riflessione sul giornalismo di oggi. La protagonista, Amalia, si intrufola nell'appartamento di due delle vittime dell'episodio che apre il libro, scavando senza alcuno scrupolo nelle loro vite private, nella loro intimità. Amalia deve rispondere a una domanda che è quella del pubblico, un pubblico sempre più vorace e insensibile, un pubblico sempre più esigente, spietato, dall'attenzione labile  e dallo sguardo depravato. 

E' il pubblico dei plastici di Bruno Vespa e dei tribunali popolari di Barbara D'Urso, un pubblico al quale interessa poco capire i motivi che stanno dietro ai fatti del mondo ma che è bravissimo ad additare, giudicare su basi nulle e infine tirar fuori vittime, casi umani, assassini spietati che ogni volta, poi, veniamo a sapere salutavano sempre i vicini...

Roma


In tutto questo, Roma è un sottofondo silente. C'è ma non si vede, sembra messa lì per caso e invece, a mio avviso, anche lei, la città eterna, è una piccola tessera di un mosaico che si incastra a meraviglia.

Innanzi tutto Roma, oggi: viene descritta con l'affetto rassegnato di chi la conosce, la vive e nonostante tutto la ama, trascurata, incasinata, polverosa, una città materna e tristissima, che ti guarda con occhi bonari ma fatica a stare in piedi.

E poi Roma, cos'è e cos'è stata: simbolo di un impero elefantiaco che è crollato sotto il suo stesso peso, una cultura altissima, minata alla base da popoli descritti come bifolchi analfabeti. Nel passato, così come nel presente, uno scontro di culture, quella bella, ricca, alta  e quella cupa, violenta, che menti illuminate definiscono inferiore.
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DISCLAIM:
Il libro mi è stato inviato gratuitamente dall'ufficio stampa dell'autrice.
All'interno del titolo del libro (quello che trovate sotto la copertina del libro) ho inserito un link che vi porta direttamente su Amazon. Poiché sono un'affiliata se deciderete di acquistare un libro attraverso uno dei miei link contribuirete al sostentamento di AmaranthineMess - bookblog. Vi ringrazio sin da ora se vorrete farlo :)

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