domenica 17 luglio 2011

Turandot: ma alla fine, chi ha vinto?

Venerdì scorso sono stata con mia madre al Teatro di Verdura, a Palermo, per assistere alla Turandot di Giacomo Puccini.
Non ero mai stata al Teatro di Verdura e devo essere sincera l'ho trovato molto bello.
Per chi non lo conoscesse: si tratta di un teatro all'aperto, il palcoscenico è incorniciato da due bellissime "torri" (non so come chiamarle perché non sono vere e proprie torri, sono più dei giganteschi fregi), la platea si ritrova fra due file di alti alberi, soffia un bel venticello, l'acustica è buona e hai le stelle sopra la testa.


Lo spettacolo è stato carino, ma un po' sotto le mie aspettative.
La scenografia, di Angelo Canu, era davvero spettacolare: al I atto si presentava una scalinata estesa il larghezza sormontata da una parete decorata con motivi orientali. al II atto la parete si è aperta in due e ne è emerso una sorta di palchetto - entro il quale era alloggiato l'Imperatore-  e questo palchetto "si è mosso" in avanti sino ad arrivare a metà del palcoscenico. 
Anche le luci, di Claudio Schmid sono state molto belle: mi è piaciuto in particolare il momento in cui le luci diventano rossastre, a simboleggiare l'arrivo dell'alba.
Lo spettacolo in sé è stato piuttosto bello, molte scene sono state emozionanti, alcune divertenti.
Purtroppo, devo annotare anche delle pecche.
Il suono è stato orribile. Piuttosto spesso durante lo spettacolo si sono sentiti "strappi" nell'audio o anche vari rumori "tecnici".



fotografia tratta dal sito del Teatro Massimo, Palermo

I cantanti, d'altra parte, non sempre sono stati all'altezza.
Su tutti spiccava Liù, interpretata da Mina Yamazakicon una buona tecnica ed un'ottima presenza scenica. La sua interpretazione è stata davvero toccante.
In generale in tono dei cantanti è stato buono, ma andiamo alle dolenti note - letteralmente, note..
In generale l'interpretazione di Calaf, affidata a Walter Fraccaro non è andata male. Il cantante ha buona presenza scenica e vis interpretativa, l'unica pecca, capace a mio vedere di offuscare un'intera buona interprezione è stato il finale del celeberrimo Nessun dorma. Anche chi non è appassionato di lirica conoscerà perfettamente il brano che si conclude con all'alba vincerò. 
Abiutuata ad ascoltare questo brano - che è uno dei miei preferiti - su internet da spezzoni di spettacoli vari e ormai assuefatta alla meraviglia dell'interpretazione di Lucianone Pavarotti mi sono davvero sentita spiazzata quando, aspettandomi un tonante vin-ce-rò mi sono ritrovata con un morente vin-ce-e-e.
Altra macchia su questa Turandot di metà estate è stata proprio Turandot, interpretata da Giovanna Casolla. Lei molto brava, tecnicamente parlando, non c'è nulla da dire. Ma io penso - e lo penso da profana della materia - che un cantante lirico debba necessariamente coniugare delle eccezionali qualità canore con un minimo di interpretazione, cosa che alla nostra Turandot è completamente mancata. Che fosse lì sul palco, o che fosse riunchiusa in una stanza dalla quale provenisse solo l'audio, noi di sicuro non ce ne saremmo accorti. Per così dire questa Turandot si è sentita, ma non si è vista affatto.

Complessivamente posso dire che è stata una bella esperienza, in fin dei conti sono soltanto alla mia seconda opera lirica dal vivo - la prima, l'Aida al Teatro Massimo. 
Adesso, aspiro alla mia preferita in assoluto, Madama Butterfly..

Vi lascio con il Maestro.


Luciano Pavarotti, live in Paris


Per conoscere tutti i dettagli sulla Turandot che è andata in scena il 15 luglio scorso al Teatro di Verdura, Palermo QUI

4 commenti:

  1. E' bello che qualcuno (giovane) vada a vedere l'opera con un così acuto occhio critico. Complimenti per l'articolo e per il blog!

    Fiore.

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  2. grazie mille ^^ la passione per la lirica è un'eredità di famiglia: da mio nonno a mia madre e da mia madre a me, quindi io mi impegno per tener testa a loro due! ahahah :)

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  3. non sono pienamente d'accordo con quanto scritto sopra..... visto che Lei è alla sua seconda opera in teatro e avrà sicuramente ascoltato molti dischi dei suoi genitori e dei suoi nonni, sicuramente questi sono commenti che avrà sentito dire ad altri.....
    anch'io ero presente alla stessa recita e la Sig.ra Casolla ha INTERPRETATO vocalmente il ruolo come mai negli ultimi anni avevo sentito cantare (e considerando l'età e gli anni di carriera CHAPEAU a tanta arte!!!!!) oggi è l'unica Artista in Italia che possa cantare Turandot!!!(si documenti sulla carriera della Sig.ra Casolla)
    Il Calaf di W. Fraccaro è stato cantato in modo approssimativo con suoni aperti, nasali e molti portamenti..

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  4. Non sarò di certo un'intenditrice, ma le assicuro che le idee che esprimo su questo blog sono mie ed unicamente mie, solitamente non mi faccio bella di pensieri altrui. Del resto, essendo Lei, come mi sembra dal suo commento, un gran intenditore dovrebbe dedurre da quanto scrivo che questo è il pensiero di una persona che è solo alla sua seconda opera. E resto sulla mia posizione: quella della Casolla, dal mio punto di vista non è stata affatto una buona interpretazione.

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)