lunedì 15 agosto 2011

Le ore

The Hours è un film di Stephen Daldry del 2002

***ATTENZIONE: anticipazioni sulla trama***

Le ore è il titolo che Virginia Woolf aveva inizialmente dato a quello che sarebbe diventato uno dei suoi romanzi più belli, Mrs Dalloway.
E di Mrs Dalloway si parla in questo film.
C'è da dire che il film non è una rielaborazione diretta del romanzo di Woolf, ma è tratto da un libro - Le ore, appunto, di Michael Cunningham - che non ho ancora avuto il piacere di leggere.


Il film è strutturato in tre parti "parallele" per così dire, tre fasce temporali che si intrecciano durante tutto il film: la prima, negli anni '20, vede come protagonista proprio Virginia Woolf, interpretata magistralmente da Nicole Kidman; la seconda, negli anni '50, vede protagonista un angelo del focolare interpretato da Julienne Moore; la terza, contemporanea, si svolge a New York ed ha come protagonista una donna apparentemente indipendente e moderna, interpretata da Meryl Streep.

La tematica sulla quale è imperniato tutto il film mi pare proprio che sia la donna, ma presentata da una prospettiva - inaspettatamente - per nulla maschile.
La Virgina degli anni '20 è una donna malata agli occhi di tutti, vive fuori dagli schemi altrui, è come se vedesse oltre; anche la Laura degli anni '50 non veste bene i panni della moglie e della mamma, da subito il personaggio viene presentato come instabile, insicuro, la torta che cucina per il marito per lei è come una prova da superare perché, come dice la vicina di casa, tutti sono capaci di fare una torta.. La scena in cui Laura bacia sulle labbra la vicina di casa mostra tutta l'ipocrisia del tempo: la vicina si lascia baciare, ma quando Laura le chiede se le sia dispiaciuto fa finta di non capire a cosa alluda, come se non fosse mai successo, e va via.
Infine la Virginia nostra contemporanea, vive a New York e sta organizzando una festa. Come Clarissa Dalloway esce a comprare dei fiori e li porta a Richard che, diversamente dal romanzo, non è affatto un uomo solido e borghese, ma è fragile e molto più simile al Septimus del libro - con il quale, fra l'altro, condivide la morte.

Altro punto saliente del film, oltre al ruolo della donna in queste tre società e il loro essere, ognuna a proprio modo, aliene a certi schemi, c'è il tema della morte.
La Virgina degli anni '20 apre e chiude il film col suo suicidio, la Laura degli anni '50 prova ad uccidersi, ma poi torna indietro e la Virginia contemporanea assiste al suicidio dell'amico e amato Richard, che si butta dalla finestra.
In tutto il film l'immagine dell'uomo è necessariamente marginalizzata, ma la tecnica di narrazione riesce a mettere in evidenza quanto l'universo maschile possa condizionare e in certo qual modo vessare l'esistenza delle tre donne. Il marito di Virginia Woolf è molto protettivo con lei, fin troppo, le impone di abitare in campagna al fine di riposarsi, ma a lei manca la vita di Londra. Anche Richard si dimostra croce e delizia della Virgina contemporanea che nonostante viva assieme alla sua compagna da dieci anni non riesce a non dipendere dal suo rapporto con lui che pretende molto da lei e quasi la sfinisce.

In conclusione posso valutare molto positivamente il film.
Per una persona che ha letto Mrs Dalloway e invece non ha letto il romanzo di Cunningham risulta un po' forzata la scelta di certe commistioni, come la figura di Richard, che reca in sé l'essenza di tre personaggi del libro di Woolf: Richard, Peter e Septimus.
Ad ogni modo il film è fatto molto bene: è bella l'atmosfera ricreata per ciascuna delle tre ambientazioni e le interpretazioni di Kidman, Moor e Streep, ma anche di Ed Harris, sono davvero eccellenti.

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