sabato 12 novembre 2011

Il visual kei ci ha fregati tutti

Ecco, è successo questo: un bel giorno mi sono svegliata e mi sono ritrovata visual kei. Lo so, lo so non ha senso, proprio io che sono riuscita a sfuggire ad un qualsiasi tipo di etichettamento per venticinque anni, mi ritrovo qui, con la scritta V-I-S-U-A-L K-E-I tatuata in fronte.

Probabilmente per gran parte di voi questo post non ha molto senso, ed in effetti assomiglia molto ad un qualche genere di vagheggiamento dato dalla mancanza di sonno, ma vi assicuro che arriverò ad un punto.
Ovvero: la moda è sempre stato un concetto piuttosto sfuggente per me. Non ho mai capito nè come si fa a seguirla, nè come si fa a farsi piacere tutta quella roba e tutti assieme appassionatamente, nè tanto meno ho mai capito dove si prendono tutti i soldi necessari per essere à la mode. La conseguenza più naturale di queste mie mancanze è che io non sono alla moda: ho sempre cercato di costruirmi uno stile mio, strano, chiamatelo come volete, caratterizzato dall'esasperata volontà di non essere uguale a nessuno.

Un bel giorno poi vedo una foto come questa e mi dico, che gran figata alle due parti opposte del pianeta abbiamo avuto la stessa idea!
Ebbene no, mia ingenua Amarantha, non siete le sole e le uniche, siete solo parte del branco che segue la moda!
Sì, perchè lo stile che vedete raffigurato in foto non è nè emo, nè goth, nè punk, nè lolita, questo stile prende da tutti e non cede a nessuno, signori, questo è visual kei.
Apprendo da una rapida e superficialissima ricerca su internet - quindi potenzialmente del tutto inattendibile - che lo stile visual kei nasce in Giappone nella seconda metà degli anni Ottanta, prevalentemente ispirato dal look delle band hair metal. L'articolo dal quale attingo le mie notizie ci tiene a precisare che la grafia visual key è del tutto errata, poichè il secondo termine è proprio kei, parola giapponese che significa "stile".
Ciò che caratterizza questo stile di abbigliamento è, guarda un po', la mancanza di un canone o di una regola: visual kei è mettere insieme un po' di cose e poi vedere come va a finire.
Così - che tristezza - anche la vostra sfuggente Amaranthine è stata incastrata da una moda, e tutto a sua insaputa per giunta!

Devo poi aggiungere un'ulteriore informazione sullo stile visual che mi colloca indiscutibilmente fra le sue fila: tingersi i capelli di colori differenti è assolutamente visual!
E beh, di qui non si scappa.
L'autore di Mookychick ci rivela le fasi attraverso le quali è necessario passare per diventare visual a tutti gli effetti:

- innanzi tutto dobbiamo provare ad emulare modelli esistenti di visual: imbracciamo una qualsiasi rivista di moda visual e spariamo a zero sul nostro guardaroba, dunque!

- dobbiamo poi colarci di eyeliner dalla palpebra superiore almeno sino agli zigomi, cosa che mia nonna ha da anni ribattezzato come "truccarsi da panda"

- mischiamo i colori! non accontentiamoci solo del nero,  ma mettiamo un po' tutto ciò che ci capita a tiro

- non è necessario spendere tutti i nostri risparmi per ordinare roba dal Giappone: facciamo piuttosto un salto al mercatino dell'usato, troveremo di certo molte e varie cose per arricchire il nostro stile visual

- manteniamo sempre il nostro stile personale: è vero che la regola numero uno era "emula un modello" ma era solo per iniziare. Una volta avviati allo stile visual possiamo cavarcela da soli e iniziare a sperimentare!

How to get Visual kei style on Mookychick
Visual kei - Japanese fashion! on Mookychick

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