mercoledì 9 maggio 2012

Come sopravvivere all'università degli Studi di Palermo: i docenti

Nel mio precedente post su come sopravvivere all'Università di Palermo vi avevo parlato de gli studenti secondo me. Oggi vi parlerò dei docenti.
Capite bene che dovrò essere piuttosto vaga: sebbene dubiti che i miei docenti sappiano chi io sia e  di conseguenza possano risalire al mio blog sempre meglio stare allerta e far la brava bimba.

Già nel post precedente avevo accennato a due tipi di docenti: il docente-fricchettone e il docente-svampito.
Queste due categorie sono però applicabili solo ai docenti piuttosto giovani, quelli sottopagati che ufficialmente sono solo dei ricercatori ma di fatto fanno il lavoro di quei culoni dei docenti ordinari.
I docenti veri e propri, quelli che hanno passato gli -anta e sono pieni di riconoscimenti e pubblicazioni sono di altro genere.
Potete trovare il docente-mummia, ovvero una persona davvero anziana e sofferente che non si sa per quale motivo continui a stare lì.
Generalmente sono docenti molto preparati ed anche molto bravi - io ne ho conosciuti un paio e nonostante l'età avanzata li ho trovati piuttosto open-minded..- ma sono davvero inchiodati allo scranno, hanno trovato un posticino ed hanno deciso di trascorrere lì gli ultimi istanti delle loro lunghissime e pluri premiate vite.


Il docente-mummia generalmente è nostalgico e ripensa con profondi sospiri ai bei tempi dei suoi sessanta, quando pubblicò il duemillesimo saggio sull'interpretazione dell'opera shakespeariana nelle rappresentazioni teatrali contemporanee.
Questo tipo di docente si attornia di assistenti: giovinetti entusiasti che vanno e vengono dalla stanza del suddetto prof. trasportando polverosi libri risalenti - almeno - al primo dopoguerra. In genere questo tipo di docente è innocuo: la saggezza che il tempo ha poggiato sul suo capo canuto lo aiuta a tollerare anche l'ignoranza più miserabile ed anche - suppongo - temendo qualche attacco di cuore, non si abbandona a sfoghi rabbiosi come fanno, invece i docenti appartenenti alla prossima categoria.

Il docente-furioso è in genere nel fiore della carriera. Dall'alto dei suoi cinquanta-sessant'anni guarda al resto dei docenti con sufficienza: da un lato i novellini che dovranno percorrere ancora una lunghissima e tortuosissima strada, dall'altro i colleghi-mummia moribondi.
Il docente-furioso spesso ricopre cariche amministrative all'interno dell'organizzazione della facoltà: può esserne il preside oppure può essere un presidente di corso di laurea o un coordinatore; per questo motivo il docente-furioso è super impegnato e dovrete sudare a lungo per riuscire ad essere ricevuti durante i loro ridottissimi orari di ricevimento.

Nella vostra vita mai desidererete la morte come nel momento in cui vi troverete seduti davanti ad un docente-furioso, aspettando la prima domanda dell'esame: questa tipologia di docente è, ahinoi, imprevedibile. Potrebbe trovarsi in un dei suoi rari momenti di relax e sorridere bonariamente a qualche piccolo intoppo durante la risposta oppure potrebbe essere davvero tanto furioso quel giorno e spazientirsi persino di fronte ad un'impercettibile pausa necessaria per riprender fiato. Davanti il docente-furioso non c'è preparazione che tenga, perchè una volta che la sua ira funesta si abbatte sul vostro capo potrete cercare in ogni modo di tappare l'immondo vaso del suo turpiloquio, invano. Ciò che consiglio è la calma.
Poichè nel momento in cui il docente-furioso inizia a scaricare la propria furia non c'è più niente da fare, meglio mettersi calmi, non piangere, assolutamente non rispondere e aspettare che passi.

Una categoria di docenti infinitamente più gestibile ma probabilmente più fastidiosa è quella dei docenti-amici-degli-studenti.
Fate molta attenzione a non confondere il docente-fricchettone col docente-amico-degli-studenti (d'ora in poi DADS): se il docente-fricchettone ha solo qualche anno più di voi e si pone come una specie di fratello maggiore nei confronti dei propri studenti, il docente-DADS è un docente vero e proprio con tutta l'autorevolezza che si confà ad un docente universitario. Il suo essere amico degli studenti consiste in una sorta di pietosa comprensione della miserevolezza della condizione studentesca che spesso sfocia nell'assoluta mancanza di polso.
Il docente-DADS si sofferma a prendere il caffè con i propri studenti e prima dell'inizio della lezione scambia con loro qualche battuta che può essere inerente la materia di studio ma può anche vertere su altri argomenti.
Questo tipo di docente prediligerà sempre un approccio di tipo psicanalitico quindi ogni qual volta non saprete rispondere ad una sua domanda vi guarderà con compassione e penserà che da piccoli qualcuno vi picchiava.
Il problema del docente-DADS è che, nella maggior parte dei casi, ha una fiducia così ridotta nella propria autorevolezza di docente che potrebbe trasformarsi in un docente-furioso così, di punto in bianco, se solo si insinua in lui il sospetto di essere preso per i fondelli dai propri studenti.
Poichè egli è aperto, fiducioso nei confronti degli studenti non tollera assolutamente che qualcuno cerchi di fregarlo. Ovviamente lo fregano tutti puntualmente e lui non se ne accorge, ma quelle rare volte in cui se ne accorge sono cazzi.

Una categoria del tutto trasversale che si pone più come un sottoinsieme o forse un'intersezione delle categorie appena esplorate è quella del docente-che-ha-bisogno-di-gratificazioni (d'ora in poi DBG).

Il docente-DBG si riconosce facilmente dall'uso smodato di auto-citazioni o di testi di cui è l'autore.
Ma se da un lato è facile guadagnarsi l'attenzione e la stima di questo tipo di docente - lusingandolo, appunto - sarà difficilissimo apprendere davvero qualcosa dalle sue boriosissime lezioni perchè il docente-DBG non è interessato ad insegnare, è interessato solo ad autocelebrarsi.


Un altro tipo di docente che potrete incontrare - ed onestamente vi auguro che ciò avvenga - è il docente-impegnato. Questo tipo di docente può risultare un po' pesante, soprattutto se appartenete alla categoria degli studenti-svampiti ma sarà uno dei pochi tipi di docenti dai quali potrete trarre reali insegnamenti.
Questo tipo di docente in genere ha specializzato il proprio campo di studio su ambiti profondamente politicizzati o comunque attinenti al sociale ed è molto interessato a trasmettere le sue idee attraverso la materia che insegna. Questo porterà ad un po' di disorientamento poichè il docente impegnato potrebbe finire a parlare di concezione materialistica della storia anche se in realtà sta insegnando viticoltura, ma niente panico, basta seguirlo: generalmente ha uno stile molto sobrio, parla bene e si sa spiegare ed è naturalmente propenso a rispiegare i concetti più ostici, al fine di estendere la cultura anche al sottoproletariato studentesco.


Ci sono infine i docenti-depressi.
Questo tipo di docente è il più noioso da seguire perchè neppure lui crede in ciò che sta dicendo. Solitamente sono docenti che si sono ritrovati lì per caso, che avevano sognato di diventare premi Nobel per la letteratura e si sono ritrovati a quarant'anni incatenati alla cattedra cadente di un'università sperduta del profondo Sud.

2 commenti:

  1. piu che i docenti dell'università di Palermo direi i docenti universitari in generale :) a genova quando io ho fatto lingue di docenti giovani (intendo dai 40 ai 50 piu giovani è impossibile)ce n'erano pochi e di bravi e interssanti solo 3 su unintero ateneo :(sob

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    1. Se da un lato è deprimente constatare che anche in altre città il sistema universitario fa acqua da tutte le parti, dall'altro è consolatorio...mal comune mezzo gaudio no? *ridiamoci su* :)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)