domenica 8 novembre 2015

1 ANNO A MILANO: un bilancio

un anno milano bilancio
Tutte le foto di questo post provengono dal mio profilo Instagram che puoi trovare qui
E' pratica comune e, a mio avviso, molto romantica tirare le somme di un periodo importante appena trascorso ed io non voglio certo sottrarmi a questa dolce incombenza.

Esattamente un anno fa io e Marco arrivavamo a Milano.
La nostra vita insieme era tecnicamente iniziata già un paio d'anni prima ma un anno fa siamo diventati conviventi a tutti gli effetti, abbiamo iniziato a pagare la spesa con i nostri soldi comuni, a dormire ogni notte nello stesso letto, a riporre gli spazzolini l'uno accanto all'altro nello stesso porta spazzolini e via altre cose più o meno romantiche che fanno di noi, ufficialmente, due consorti.


Fosse stato solo questo lo sconvolgimento portato dal nostro trasferimento a Milano sarebbe stato facile, una passeggiata.
Ma se guardo indietro riesco a sentirmi davvero orgogliosa di ciò che sono e di ciò che ho fatto.

Negli ultimi tre anni mi sono laureata, sono diventata una web master, ho fatto un master in comunicazione e adesso lavoro in una prestigiosa agenzia di comunicazione.
In tre anni ho ricomposto i pezzi che si erano sparsi un po' ovunque e sono stata io, non certo senza supporto e aiuto, ma sono stata io.
Ho alzato il culo da quell'aula Seminari della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo e sono arrivata qui. Inaspettatamente. Adesso ho dei progetti. Finché ero dentro quell'aula la mia vita era tutta lì, non mi aspettavo nient'altro, non pianificavo nient'altro.

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Milano è stata una versione adulta e prolungata di ciò che un tempo è stata Bath: io adesso so di potercela fare. A Bath ero stata da sola, per un mese, non conoscevo nessuno e non parlavo bene la lingua. Eppure ce l'ho fatta.
A Milano ho avuto sempre Marco al mio fianco, è vero, ma per me è stato qualcosa di simile.

Non dimentichiamo che, non certo per mia volontà, a Milano sono anche diventata una salutista!
Ho passato un periodo molto brutto e molto difficile, mia madre, Marco, la mia amica Lidia, Amalia sono stati tutti di grande supporto ma, ancora una volta, non vorrei essere ingrata, ma sono stata io. Sono stata io a provare l'angoscia di non capire perché il mio corpo reagiva in quel modo al cibo, sono stata io a perdere la fiducia e pensare che non sarei mai più stata meglio, sono stata sempre io a provare a trovare una via, empiricamente, eliminando tutto quello che potesse farmi male e da lì ripartire, armata di bresaola e patate bollite! :D

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Adesso per me il caffè è quello d'orzo e anche se qualche volta, per nostalgia, prendo una tazzina di caffè normale il gusto è strano, preferisco il mio caffè da salutista. Adesso per me la merenda è uno yogurt di soia e non più un Kinder bueno, il pranzo non è più un camogli che cola formaggio ma le care bresaola&patate bollite.
Lungi da me dire che prima ero una fogna e adesso sono una meravigliosa salutista in salute, non sono quel tipo di persona e in più, se potessi, mi fionderei sempre sul famigerato Angry Whopper che credo di non mangiare più ormai da quasi un anno.
Dico solo che sono cambiata, non credo sia necessario dire se in meglio o in peggio. Anche questo è stato un percorso e mi ha portato da A a B.

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La cosa positiva di esser diventata una salutare salutista è che ho ripreso tutti i miei pantaloni del liceo e li ho indossati senza problemi e questo, diciamolo, fa bene all'ego (non che io a 18 anni fossi una  modella, sono sempre stata abbastanza tonda per tutta la mia vita, ma a 18 anni ero meno tonda, mettiamola così!).

In effetti avrei voluto tirare un bilancio un po' più poetico e invece sono finita a parlarvi di patate bollite e jeans tre taglie più piccoli, vabè, non sono più la poetessa che ero una volta! :)

In compenso ho ripreso in mano le redini del mio blog e del mio canale Youtube: ho abbandonato trucchi e belletti (non li rinnego!) e mi sono spostata su un campo in cui sono certamente più competente :)

Forse la cosa più poetica che posso dirvi è che, finalmente, dopo anni di andare avanti a tentoni, senza una strada chiara in testa, adesso ho dei progetti. Adesso ho una strada. Magari poi prenderò delle deviazioni (e le deviazioni sono il mio forte!), magari strada facendo sposterò degli obiettivi, li rivaluterò ma l'importante è che io abbia una strada adesso.

L'asticella si sposta sempre un po' più avanti e io non vedo l'ora di raggiungerla eppure spero di non raggiungerla mai.

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3 commenti:

  1. Ti faccio tutti i miei auguri. Quelli che hai detto sono tutti traguardi importanti (si, anche rientrare nei jeans dei 18 anni!) e l'indipendenza che ti hanno fatto guadagnare è una delle cose più belle e importanti per la nostra generazione. Anche il mio mondo fino a 7 mesi fa si chiudeva tutto dentro le aule della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo. Io sono ancora parecchio confusa su ciò che farò, ciò che non farò e dove andrò a finire. Ma spero un giorno di poter dire con orgoglio e felicità le medesime cose che hai detto tu.
    A presto :)

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    1. Grazie mille :) Sono sicura che anche tu presto definirai una tua strada...magari poi la cambierai mille volte in corso d'opera ma l'importante è fissarsi una meta, arrivarci o cambiare strada quella è un'altra storia! Parlare in questi termini mi fa sentire una vecchia saggia che sa ormai tutto della vita (anche se, chiaramente, non è affatto così! ahahah)

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    2. A volte anche poche esperienze in più fanno la differenza :) Credimi, le tue parole mi confortano e mi danno fiducia.

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)