giovedì 1 settembre 2016

Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare #BookTalk

Questa immagine l'ho presa qui

Buongiorno a tutti miei cari, oggi ottavo appuntamento con la nostra amata Maratona shakespeariana: vi parlo di Sogno di una notte di mezza estate.

Mi sento sempre abbastanza in imbarazzo quando una pietra miliare della letteratura mondiale e di tutti tempi non mi piace e questo è uno di quei casi: credo che quest'opera sia fra quelle di Shakespeare quella che mi sia piaciuta meno (meno anche di Measure for measure, il che è quanto dire) e credo di poter attribuire questa mia reazione alla forte componente magica e favolistica: ragazzi miei, quando ci sono elfi e fatine io patisco, non ci posso far nulla!

Tuttavia, spinta dalla mia mamma a cercare una riflessione più profonda sull'opera e con la consulenza della mia compagna di sventure letterarie Sonia (che non concorda pienamente con la mia interpretazione ma è stata ugualmente un ottimo supporto) ho cercato di trovare un senso (un senso per me, attenzione, non in assoluto) a questa commedia. Vediamo cosa ne è venuto fuori...

All'interno della commedia si sviluppano tre storie parallele: sullo sfondo i preparativi per il matrimonio di Teseo e Ippolita, le vicende dei quattro innamorati Elena, Demetrio, Ermia e Lisandro e del re degli elfi Oberon che si prende gioco di loro attraverso lo spiritello Puck e il play within the play di alcuni artigiani ateniesi che si trovano nel bosco per fare le prove del loro spettacolo su Priamo e Tisbe.


SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
 William Shakespeare
ed. Feltrinelli

a cura di Agostino Lombardo
250 pag. (testo a fronte) - 7,50€ 
** su Goodreads

Composizione narrativa

Come dicevo, la materia narrata in questa commedia è in realtà divisa in tre storie che si svolgono in modo parallelo.
Sogno di una notte di mezza estate si apre con Teseo, duca di Atene, che dà ordine di preparare tutto per le proprie nozze con Ippolita, regina delle Amazzoni. Quasi subito entra al cospetto di Teseo il padre di Ermia, giovane ateniese che è stata promessa a Demetrio dal padre ma che rifiuta il matrimonio poiché innamorata di Lisandro. A sua volta Demetrio rifiuta l'amore di Elena che si strugge per lui. 

Teseo dà un ultimatum ad Ermia: o accetta il matrimonio con Demetrio o verrà uccisa o dovrà ritirarsi a vita di clausura. Ermia e Lisandro decidono così che l'unica via è scappare da Atene: quella notte stessa si incamminano e si ritrovano nel basco.
Anche gli altri due ragazzi, Elena e Demetrio, si ritrovano nel bosco ed è lì che avvengono i dispetti e le magie dello spiritello Puck, al servizio di Oberon, re degli elfi.
E se la città è il luogo dell'ordine e della legge, è come se il bosco si configurasse come luogo dell'irrazionale, è come il Paese delle meraviglie di Alice: una volta entrati lì, può capitare di tutto.

Questa foto potete trovarla anche sul mio profilo Instagram

Equivoci, anarchia e Alice in Wonderland..



Le vicende del bosco si sviluppano come in  una commedia degli errori: Oberon dà indicazioni a Puck su chi dev'essere bersaglio delle sue magie ma Puck travisa le sue parole, non fa attenzione, così che i quattro giovani innamorati si ritrovano vittime dei suoi dispetti senza esserne i reali destinatari.


In generale, ho percepito un certo senso di anarchia nello svolgimento della vicenda: non tutte le scene sono chiarissime, le tre storie si sovrappongono spesso in modo confuso e la narrazione non è costante ed omogenea.
Cioè che succede dentro al bosco lo descriverei con parole molto terra terra come un gran casino (eh, quando ce vo'..) e credo fosse esattamente quello l'intento di Shakespeare: non posso non tornare al forse azzardato, certamente anacronistico, confronto con Lewis Carrol perché quello del bosco di Sogno di una notte di mezza estate è un mondo che sfugge alla ragione.

Se guardiamo alla commedia in questa prospettiva potremmo vederla come un bell'esercizio del nostro caro Will: Sogno di una notte di mezza estate è un divertissement, un abile esercizio di stile, ironia, narrativa.
Tuttavia non è solo questo: come in Carrol (aridaje) l'abbandono del razionale non è fine a se stesso ma serve a mettere in luce l'incoerenza e l'incostanza degli uomini (e degli dèi).


Il teatro nel teatro, again


Anche nel post su La Tempesta ho intitolato un paragrafo "Il teatro nel teatro" e anche questa volta questa caratteristica del teatro di Shakespeare ritorna: all'interno di questa commedia ne viene rappresentata un'altra, è come un gioco di scatole cinesi.
Il tema del teatro è un tema molto "caldo" e sentito fra il XVI e il XVII secolo e Shakespeare non perde mai occasione di utilizzare questo espediente. Tuttavia in Sogno di una notte di mezza estate fa di più: non mette in scena solo una commedia dentro la commedia ma ci rende partecipi anche dei preparativi: la compagnia che fa le prove, che si confronta sui problemi del portare in scena episodi violenti e macabri che possono urtare la sensibilità di qualcuno e tutti quei "topoi" che si possono incontrare raccontando come si fa teatro..

In generale è questo l'aspetto che più ho apprezzato dell'opera: questa piccola finestra che Shakespeare apre per noi sul lavoro degli attori, dei registi, degli scrittori di teatro. E' un piccolo scorcio di vita reale, in mezzo a tanta magia.

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All'interno del titolo del libro (quello che trovate sotto la copertina del libro) ho inserito un link che vi porta direttamente su Amazon. Poiché sono un'affiliata se deciderete di acquistare un libro attraverso uno dei miei link contribuirete al sostentamento di AmaranthineMess - bookblog. Vi ringrazio sin da ora se vorrete farlo :)

1 commento:

  1. Ciao! :) Questo non sono ancora riuscita a leggerlo, ma spero di farlo presto :) è uno dei tanti libri che mi riprometto sempre id leggere... prima o poi ci riuscirò! :)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)