lunedì 4 luglio 2011

Il rapimento di Lol V. Stein - Marguerite Duras


[Commento a Il rapimento di Lol V. Stein di Marguerite Duras]

"Le ravissement de Lol V. Stein" non è un libro "facile". La sua lettura implica la conoscenza di tutte le teorie sottese al testo, e del resto, una lettura non fatta alla luce di questa conoscenza risulterebbe, probabilmente, superficiale. Il romanzo non è gentile col lettore, anzi pretende da esso, per così dire.

"Le ravissement de Lol V. Stein" ci parla di una sopravvivenza. E non di una storia avventurosa od eroica nè della summa degli avvenimenti di un'esistenza infelice culminata nel lieto fine. Nulla di tutto questo. Un'esistenza infelice, probabilmente, una ricerca continua – conscia o incoscia che sia- e l'approdo non ad un lieto fine – e neppure ad una semplice fine- ma ad un nuovo stato della protagonista, stato che le permette di vivere. Lol V. Stein è incompleta, e vive la sua vita – o almeno quel tratto che ci è stato dato di conoscere- in un continuo divenire, nella continua ricerca di qualcosa che le permetta di esistere nel mondo, di esistere nei suoi non-rapporti con gli altri e di trovare, alla fine, un modo un po' meno provvisorio di inseguire il proprio desiderio.
Lol ci fa approdare alla riflessione che l'animo umano sia davvero qualcosa dimeraviglioso e spaventoso allo stesso tempo. Esso può contenere le paure e le angosce più nere, può tormentare la vita di un individuo con le proprie "mancanze", ma può anche essere estremamente versatile, può adattarsi e trovare soluzioni concrete ai propri mali.
L'immagine di Lol nel campo di segale sigilla il racconto della sua vita fino a quel momento: lei adesso ha trovato una strada e la percorrerà finchè le sarà concesso di farlo.
Il romanzo, è come se non finisse. Non c'è una fine, c'è solo Lol, distesa fra la segale che dorme, stanca del
proprio viaggio.
"[...]In collegio, dice Tatiana, e non lo pensava lei sola, già mancava a Lol qualche cosa - dice lei: per esserci. Dava l'impressione di sopportare in una noia tranquilla il personaggio che si sentiva in dovere di sembrare, ma che le sfuggiva di mente ad ogni occasione. Gioia di dolcezza ma anche d'indifferenza -facile scoprirlo- mai aveva dato segno di soffreire o di essere addolorata; mai che le avessero visto una lacrima di faciulla. Tatiana dice pure che Lol V. Stein era bella e che in collegio se la disputavano, benchè sfuggisse di mano a tutti come l'acqua; ma quel poco che si riusciva a trattenere di lei valeva lo sforzo. Lol era spassosa, una canzonatrice impenitente, e molto acuta benchè una parte di lei fosse di continuo altrove, lontana da noi e dal momento. Dove? Nel sogno dell'adolescenza? No, risponde Tatiana, no, si sarebbe detto ancora nel nulla, sì, nulla. Era forse il cuore a non esserci? Tatiana tende a credere che forse proprio in cuore di Lol V. Stein - lei dice: non c'era. Stava per arrivare, è certo, ma lei, Tatiana, non l'aveva incontrato. Sì, sembrava essere proprio la sfera del sentimento quella che, in Lol, era differente. Appena si sparse la voce del fidanzamento di Lol V. Stein, lei, Tatiana, non credette del tutto alla notizia: era impossibile che Lol avesse trovato qualcuno capace di trattenerne tutta l'attenzione? Quando poi Tatiana conobbe Michael Richardson e fu testimone della passione folle di Lol, restò scossa: tuttavia le rimase ancora un dubbio:non cercava forse Lol di risolvere quel suo cuore incompiuto? Le ho domandato se, più tardi, la crisi di Lol non le avesse dimostrato che s'ingannava. No, mi ha ripetuto. Pensava proprio che quella crisi e Lol fossero da sempre una cosa sola." 
"[...]Lol parlò poco: ma con tanta chiarezza e precisione da rassicurare chiunque sul suo stato attuale, ma non lei, Tatiana Karl. Si preoccupava in modo diverso dagli altri, lei, riguardo a Lol: e che avesse riacquistata così bene la ragione, la rattristava. Non si dovrebbe guarire mai del tutto dalla passione.[...]"

Valutazione: 5/5

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