lunedì 30 gennaio 2012

Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati?

Michel Martone,
vice ministro del  Lavoro e
delle Politiche Sociali
Michel Martone, giovane vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali si è lasciato contagiare dal'ultima moda dei politici italiani e anche lui ha esternato.

L'esternazione che ha fatto storcere parecchi nasini è la seguente "laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati".

Mhm.
Immagino che il sig. Martone possa permettersi affermazioni di questo tipo poichè, (cito Wikipedia):



 "Secondo la ricostruzione del giornalista Corrado Zunino, Michel Martone "è un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana". Il padre Antonio Martone é stato un "giudice di peso", "membro della Fondazione Craxi", "presidente dell'Authority scioperi e della Commissione anti-fannulloni per volontà di Renato Brunetta" e anche "assiduo frequentatore dello studio legale Previti". [...] Michel Martone ha avuto una carriera universitaria rapidissima e sospetta in quanto a 23 anni, appena laureato, era giá dottorando. A 26 anni divenne ricercatore di ruolo (l'età media per diventare ricercatore è di 35 anni), a 27 professore associato e a 29 professore ordinario. Al concorso da professore ordinario, tenutosi tra gennaio e luglio 2003, "su otto iscritti sei si ritirarono". In tal modo Michel Martone arrivó secondo su due." (fonte)


Se un'affermazione come quella del sig. Martone fosse scappata di bocca ad un super genio, ad un bambino prodigio, ad un luminare in fasce avrei anche potuto accettarlo. Ma a parlare è il secondo su due, dopotutto...


Aldilà della facile ironia che si può fare su affermazioni e personaggi di questo tipo, io ci tengo a parlare di quella che è la mia personale esperienza nell'università italiana, esperienza che so per certo è condivisa da una grandissima percentuale degli studenti universitari.
Studiare nelle università pubbliche italiane è faticoso. E' stancante, è stressante, è frustrante.
Io, come moltissime altre persone, sono sempre stata molto concentrata nello studio, mi è sempre piaciuta l'idea di conoscere nuove cose, da ragazzina il tipo di conoscenza alla quale aspiravo era quella rinascimentale alla Leonardo da Vinci (pazza!). Ho sempre avuto ottimi voti a scuola, mi sono sempre distinta, ho sempre ricevuto le lodi dei miei insegnanti. Con questo non voglio minimamente insinuare di essere un genio o qualcosa di simile, voglio solo supportare la tesi che io non sono una fuori corso perchè mi scoccia studiare.
Adesso sono una fuori corso con tanta voglia di fare e di andare avanti, bloccata da tutto quello che ho vissuto negli ultimi sei anni. Ho la media del 27, ho avuto ottimi voti nel 90% degli esami che ho sostenuto, eppure sono ancora qua, in parte a causa del sistema università, a causa dei docenti, del modo in cui insegnano, in parte a causa mia, perchè in questi anni ho trovate mille cose da fare che mi gratificassero più dell'università.


Se il problema dei fuori corso è così diffuso in Italia, forse dovrebbero iniziare a chiedersi se la colpa è degli studenti fannulloni, svogliati e sfigati, o se forse sia loro, della scarsa motivazione degli insegnati frustrati costretti a pagare di tasca propria le fotocopie e ad insegnare in aule fatiscenti, della burocrazia universitaria che ti impedisce di sostenere un esame se il programma su cui sei preparato non è quello registrato sul tuo piano di studi, della scarsissima qualità della maggior parte dei corsi svolti presso le università italiane.


Speriamo si diano una risposta, e presto.

3 commenti:

  1. bè ... ti do pienamente ragione, quello che hai scritto è vero, frequentare una università italiana è tutto meno che un cammino facile. Comunque mi vergogno profondamente perchè nel nostro paese esistono soggetti come lui e non perchè tra 4 giorni farò 28 anni e ancora frequento l'università.

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  2. Ma dovevamo aspettare che Michel Martone diventasse Viceministro per deciderci a denunciare le disfunzioni del sistema universitrio italiano?

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    1. Non lo dica a me, io mi lamento dell'università italiana dal lontano 2005, anno in cui ci misi piede per la prima volta! :)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)