lunedì 28 maggio 2012

Battute antisemite: il cattivo gusto dei senza memoria

Quando si parla di antisemitismo e memoria, di solito, si butta un po' il discorso sul sentimentale.
Indubbiamente i sentimenti legati all'olocausto sono drammatici ed anche i più superficiali fra noi si sono lasciati sfuggire una lacrima guardando La vita è bella o Shlinder's list.
Forse perchè è passato ormai più di mezzo secolo, forse perchè poca gente è educata davvero alla memoria, l'olocausto è ormai diventato, nell'immaginario collettivo, quasi un episodio leggendario, vecchissimo, che risale alla notte dei tempi, come una parabola, una favoletta morale.
Potrebbe anche andar bene così, perchè fra la totale cancellazione di quei fatti e un ricordo flebile, superficiale, ma chiaro, preferisco di gran lunga la seconda opzione.
Il rischio, tuttavia, è di distaccare completamente l'olocausto dalla storia.
L'uomo che vedete in foto si chiama Giuseppe Imbalzano ed è il direttore sociale della Asl di Pavia. Parlo di questa persona sul mio blog perchè stamattina, al mio consueto giro mattutino di notizie, mi sono imbattuta in questo articolo: C'è differenza fra torte ed ebrei?
Giuseppe Imbalzano ha fatto davvero una battuta sugli ebrei  -che non ripeterò in questo post perchè la trovo davvero  irripetibile- e pubblicamente.
Che spiegazione possiamo dare ad un fatto di questo tipo? Giuseppe Imbalzano io immagino sia un medico, quindi non possiamo imputare la sua battuta ad ignoranza perchè si presuppone che le scuole dell'obbligo le abbia frequentate ed anche con profitto. Giuseppe Imbalzano è un nazista? In genere chi professa un orientamento politico di questo tipo è piuttosto abile a celare la sua vera natura - vedi tutti i neofascisti seduti in parlamento che si dicono democratici ma continuano a pensare che gli extra comunitari dovrebbero essere bastonati a morte.
Dunque? Giuseppe Imbalzano è forse stupido? Può darsi, non lo so. Ma può una persona, seppur stupida, non avere pietà? Giuseppe Imbalzano è una persona cattiva? E' un cinico?

Il punto è che non ci sono parole. Non stiamo parlando di un'inesattezza storica o di una bizzarra proposta di legge vagamente neofascista. Stiamo parlando di una persona che non prova nulla davanti all'idea che un uomo o una donna o un bambino siano morti bruciati vivi dentro un forno crematorio.

A Dachau i forni crematori te li fanno vedere. Sono come bocche nere aperte sul niente. Tu lì davanti immagini che quei mattoni si sono impregnati della sofferenza più dolorosa del mondo. Pensi che qualcuno, un giorno, è stato solo, chiuso lì dentro e lì ha cessato di vivere.
Cosa ne pensa Giuseppe Imbalzano di questo?

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