mercoledì 6 giugno 2012

Giro a Palermo


Teatro Massimo, Palermo
foto di Elena Spadafora
[English]
Ogni tanto mi capita di dimenticare com'è Palermo, il che è folle perchè ci vivo in mezzo.
Mi dimentico l'odore, i colori, i suoni che si sentono in giro, resto rintanata dentro i miei angoli di periferia e non mi immergo mai totalmente, senza un'automobile attorno, nella città.
C'è stato un momento della mia vita in cui vivere nella città era tutto. Mi aggiravo sicura, conoscevo tutti i vicoli e le scorciatoie, incontravo volti noti, salutavo qualcuno. Avevo i miei posti, le mie abitudini, restavo pomeriggi seduta, un'enorme piazza intorno a me con tutta la sua vita brulicante e frenetica, ed io seduta su una panchina a scrivere. Guardavo la gente passarmi davanti, osservavo i movimenti, le abitudini altrui e le trovavo poetiche, disarmanti.
Adesso per me Palermo è solo un accessorio. Ci vivo dentro, è vero, ma è come quando indossi un paio di scarpe bucate: pensi che magari le puoi indossare ancora un po' ma hai la certezza che presto o tardi quelle scarpe le butterai via. Io butterò Palermo, la butterò via.
La mia grande città brulicante e chiassosa non ha la speranza ed io non posso sacrificare tutta la mia vita per il sogno di un cambiamento che verosimilmente non avverrà mai. A Palermo c'è chi guarda sprezzante chi decide di andarsene. Lo vedono come un segno di debolezza, come una fuga. Può darsi, non so, mi va bene comunque, non posso rischiare di dare la mia vita a questa città. Non la rispetterebbe, Palermo non rispetta mai niente.

Oggi sono andata un po' in giro ed ho scattato qualche foto. Ecco i miei occhi su Palermo, spero apprezzerete.
Chiesa di S. Stanislao, Palermo
foto di Elena Spadafora
Piazzetta Bagnasco, Palermo
foto di Elena Spadafora

Ritrovarsi dopo tempo a diretto contatto con Palermo può essere spaventoso.
Questa città ti investe con tutto il suo caos polveroso, non puoi restare sulla porta a Palermo, o sei dentro o sei fuori. Il sole, luminoso come in pochi altri posti al mondo, rende tutto giallo e afoso. Se ti distrai per un attimo, può quasi assomigliare ad una città normale. Se la guardi solo per un attimo, e di sfuggita, tutte le sue stranezze e le sue incoerenze scompaiono in controluce, restano solo i monumenti saggi e impettiti, le strade, le finestre, i turisti che camminano ignari, le palme moribonde, i gatti e i cani randagi e nient'altro.

S. Ignazio all'Olivella, Palermo
foto di Elena Spadafora

Palazzo Alliata, Palermo
foto di Elena Spadafora

I vicoli conservano una pace antica di secoli. Ogni scorcio è un interrogativo: quanta gente è vissuta in questi luoghi e sin da quando? Il vento fresco scorre dentro le viuzze strette che odorano di soffritto; ripenso, come fosse un ricordo vero, a tutti i popoli che hanno calpestato questo suolo.

Teatro Massimo, Palermo
foto di Elena Spadafora

via Bara all'Olivella, Palermo
foto di Elena Spadafora

Teatro Massimo, Palermo
foto di Elena Spadafora

3 commenti:

  1. Non vengo menzionata.... U_U
    è una vergogna!!!

    RispondiElimina
  2. Mi piace molto il tuo blog...ho visto anche post precedenti!
    E poi bella Palermo, mi vien vglia di ancdarci visto che non ci sno mati stata :(

    Passa da me se ti va..Because life is chic

    RispondiElimina

Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)