mercoledì 11 novembre 2015

Recensione: I turbamenti dell'allievo Törless - Robert Musil



Durante il mega haul di fine estate fatto con mia mamma (qui il link al video) ho comprato anche questo I turbamenti dell'allievo Törless di Robert Musil, ben consapevole del fatto che sarebbe stata una lettura impegnativa.
Impegnativa ma non sgradevole, vediamo un po' cosa ne penso..

I TURBAMENTI DELL'ALLIEVO TÖRLESS (1906)

Ed. Feltrinelli
Prezzo € 8
3/5 su Goodreads

TRAMA

Törless è allievo di un collegio maschile.
Un giorno viene scoperto che uno dei suoi compagni, Basini, ha rubato del denaro e i suoi due compagni più intimi, Beinberg e Reiting iniziano a ricattare il ladruncolo fino a renderlo loro succube (nonché schiavo sessuale).
Törless non contribuisce alle sevizie fisiche e psicologiche che i due infliggono a Basini ma ne diventa complice, assiste, in prima persona, a ciò che i due fanno.
Tutto il libro è molto "pensato": ci si ritrova continuamente impantanati nei pensieri di questo giovane Törless che dibatte fra sé e se stesso delle questioni tipiche della sua età.
Il sesso (etero o omo che sia), il rapporto reale/irreale, il rapporto con gli amici, coi compagni, la complicità, la voglia, nonostante tutto, di far parte del branco e, infine, la liberazione dell'onestà e della giusta scelta.
Il tema del sesso fra ragazzi è trattato, è vero, ma non corriamo il rischio di leggerlo come una denuncia: pare invece che Musil ne tratti come una cosa qualsiasi che succede abitualmente fra le mura di un collegio maschile. La sevizia sessuale non fa storcere il naso al lettore in quanto sevizia sessuale ma in quanto manifestazione di un bullismo, diremmo noialtri, che viene esercitato a tutto tondo.

recensione i turbamenti dell'allievo törless robert musil
Egon Schiele, Self portrait with Physalis (1912)
Nel romanzo si delinea lentamente la lotta interiore di Törless per imparare a discernere bene e male.

Il breve lasso di tempo durante il quale si svolge il romanzo (credo sia qualche mese) scoraggerebbe dal chiamarlo romanzo di formazione ma, a mio avviso, in nuce, qualcosa del romanzo di formazione c'è: Törless all'inizio del romanzo è una persona e alla fine del romanzo non è, chiaramente, del tutto cambiato, ma è giunto a delle conclusioni che lo rendono quanto meno un ragazzo più adulto.

Le riflessioni su Törless e il suo rapporto coi comapagni potrebbero portarci molto aldilà di ciò che, in my opinion, Musil ha voluto raccontarci: siamo davanti ad uno di quei libri in cui puoi trovarci tanti significati quanti ne cerchi.
A leggerlo adesso, nel 2015, Törless ci appare certamente un libro sugli adolescenti e il loro senso di appartenenza (oltre a tutta un'altra serie di cose...) ma non so se l'intenzione di Musil, nel 1906 fosse esattamente questa.


PERSONAGGI

  • Törless
    E' un osservatore, non prende quasi mai parte ad una vera "azione". 
  • Beinberg
    Si comporta come fosse un filosofo che conduce esperimenti sulla natura umana (Basini): per lui è tutto parte dell'esperimento, lui vuole studiare le reazioni, quindi anche la violenza è giustificata perché è parte di quella volontà di conoscenza.
  • Reiting
    E' un violento. E' insensibile e disumano, proviene da una famiglia non agiata e vuole diventare un militare che è poi l'unica strada percorribile per chi come lui non ha una famiglia ricca alle spalle.
  • Basini
    E' il masochismo, il senso di inferiorità, è la vittima sacrificale che accetta di buon grado la propria condizione
Egon Schiele, Portrait of Arthur Rössler (1910) 

STILE e TEMI

La narrazione è molto introspettiva, pensata, ci sono pochissime descrizioni.

I temi trattati sono:


  • il bullismo
  • la debolezza umana: Törless riconosce in Basini la propria debolezza
  • dicotomia reale/irreale

2 commenti:

  1. Anche secondo me può essere considerato un romanzo di formazione; tra l'altro, se leggi le recensioni su Goodreads (o almeno quelle in inglese), qualcuna lo classifica come coming-of-age novel.

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    1. Ah, bene allora ho detto qualcosa di ragionevole sono contenta ahaha :D

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)