mercoledì 31 agosto 2011

Parigi, 1789


Prendi un regnante che affama il suo popolo ma vive nel lusso, artefice dei più biechi paternalismi, smodato, privo di valori morali, di etica, di amor di patria. 
Mettilo in Francia sul finire del Settecento, chiamalo re, o regina, e sarà decapitato.

Prendi lo stesso regnante, mettigli un doppiopetto nero, togligli la parrucca incipriata e trapiantagli dei capelli rossicci, mettilo a capo di Palazzo Chigi sul finire del Novecento, chiamalo Premier e lui vivrà. Sarà un trascina popolo, regnerà per decine d'anni.

Questo post non vuole essere un'incitazione alla decapitazione, ma un piccolo sunto di quello che ci sta capitando:
- l'Italia non ha più soldi
- il Ministro dell'Economia, On. Giulio Tremonti pensa una manovra fiscale per arginare il debito pubblico
- la manovra inizialmente prevede, assieme ad altre cose, il cosiddetto contributo di solidarietà, ovvero una sovrattassa per chi guadagna molti molti soldi
-Il contributo di solidarietà non va giù a molti, dai calciatori alle sgallettate della tv che non arrivano alla fine del mese ci sono molte lamentele
- Così si stabilisce che il contributo di solidarietà sarà applicato soltanto ai dipendenti dello Stato che guadagnano molti molti soldi. E considerato che la gente più ricca in Italia sono i mega imprenditoroni "privati" alla Berlusconi, scusate la parola, questo provvedimento è una cazzata.
- Accantonato almeno per una parte il contributo di solidarietà si prendono in considerazione altri contesti in cui lo Stato può risparmiare denaro: le pensioni, i servizi pubblici, la sanità, la scuola.

Questo significa che il nostro Governo ha deliberatamente deciso di non chiedere più denaro a chi se lo può permettere, ma di affamare il suo popolo

Come si può vivere in un paese dove la mia vicina di casa ultraottantenne vive con trecento euro di pensione e la "signora" Simona Ventura si compiace dello scampato pericolo del contributo di solidarietà dichiarando che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese?

Prendete la signora Ventura, vestitela di pizzi e di merletti e portatela a Parigi, il 14 luglio del 1789.
E vedete la fine che fa.

1 commento:

  1. Non sto aspettando altro. Voglio avere fiducia, io che di fiducia in genere scarseggio, ma chissà se piano piano non ci arriveremo a quel 14 Luglio... Quello che mi ritrovo davanti è la stessa identica situazione di allora, ci penso spesso, con la sola differenza che oggi non capisco cosa il popolo morto di fame stia aspettando.
    Ma prima o poi STAVOLTA qualcosa deve scoppiare, perchè di migliorare altrimenti non migliora.
    Bel post! ;)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)