giovedì 1 dicembre 2011

Postazioni-cibo per i gatti di Firenze

Questa foto l'ho presa qui
Nascono a Firenze le prime postazioni-cibo pubbliche per gatti .
Il Comune ha infatti promosso l'installazione di queste postazioni al fine, da un lato, di sostentare le numerose colonie feline della città, dall'altro di evitare l'ammucchiarsi di piatti e rifiuti di varia natura nei punti in cui le "gattare" danno da mangiare ai gatti. E questo non soltanto per un problema "estetico" ma anche per un problema igienico.

Le installazioni sono anche oggetti di design: il progetto è dello studio fiorentino Phicubo, che ha progettato un elemento di arredo urbano davvero utile e allo stesso tempo grazioso.

Le installazioni sono dotate di un piano basso in cui è possibile riporre le ciotole o i piatti per il cibo e l'acqua e in più sono dotate di un piccolo porta oggetti, di lato, in modo tale che chi si occuperà dei gatti del quartiere avrà dove riporre oggetti, scatole di cibo e quant'altro.

Avanti, chiedete pure: il Comune di Firenze ha tutti questi soldi da spendere?
Ebbene sì, miei cari scettici: il progetto è finanziato interamente dai soldi provenienti dalle multe fatte ai padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei propri animali dal marciapiede, dai padroni che portano a passeggio il cane senza museruola e da quelli che maltrattano il proprio cane.

L'idea mi pare ottima.
Mi piacerebbe che anche a Palermo venisse realizzato qualcosa del genere.
Solo che a Palermo:
- penso di non aver mai visto un vigile prendere la multa ad un cittadino per uno dei motivi sopra citati (ergo, i soldi per una cosa del genere dovrebbero provenire da dove? Dalle casse del Comune? Sì..ahahah...)
- i palermitani riuscirebbero sicuramente, nella loro immensa fantasia, ad immaginare qualche altro uso cui destinare le povere postazioni, ragion per cui le smonterebbero e se le porterebbero a casa.

Eh, sì, questo è il posto in cui vivo.
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Qui potete trovare l'articolo di Ernesto Ferrara su Firenze.repubblica.it che parla di questo argomento

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