mercoledì 21 ottobre 2015

Recensione: Giro di vite - Henry James

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In generale posso dire che il libro è scritto molto bene e che la storia è davvero molto ben pensata, tuttavia, se devo dare un giudizio assolutamente soggettivo, dipendente dal mio gusto personale devo ammettere che questo libro non mi è piaciuto. Vediamo perché..

TRAMA


Una giovane donna di cui non si conosce il nome riceve l'incarico di far da governante in una casa di campagna in cui vivono due bambini assieme ai domestici.
A conferire l'incarico è uno zio che non vive con i bambini e che appare subito molto evasivo, dicendo alla governante che una volta assunto l'incarico dovrà fare tutto da sé, gestire la casa e i bambini senza mai disturbarlo o informarlo di alcun che.
La donna accetta e si reca presso la casa in cui abitano i due bambini: Flora, la piccolina e suo fratello Miles, più grande, quasi adolescente.
La storia inizia a diventare misteriosa nel momento in cui si intuisce che i due bambini avvertono delle presenze all'interno della casa.

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Villa De Vecchi


PERSONAGGI

I personaggi principali della storia sono quattro:


  • La signora Grose che per dirla con le parole di Propp diventa l'aiutante della governante. E' la domestica di casa, una signora piuttosto umile e influenzabile che sarà da supporto alla governante nell'affrontare le situazioni che le si presenteranno davanti.
  • I due bambini, Flora e Miles: sono presentati come bambini bellissimi, angelici ed estremamente educati.
  • La nostra cara governante, la donna che per tutto il racconto, in prima persona, ci racconta cosa stia accadendo dentro (e fuori) quella casa.
    I pensieri della signorina sono appuntati meticolosamente: leggendo ci si ritrova completamente immersi in questo flusso di pensieri elaborati, maniacali, compulsivi, ripetuti più e più volte.
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Una scena da The Others (2001)

STILE

Proprio questo ritrovarmi immersa nei pensieri ossessivi della governante per 158 pagine non mi ha fatto apprezzare il libro, in alcuni passaggi, devo ammetterlo, è stato parecchio noioso.

Tuttavia, penso che questo peculiare stile narrativo non sia un caso: Henry James ci fa entrare nella testa della governante, ci fa vivere ciò che lei vive, le sue ossessioni, le sue paure.


CONCLUSIONI


Pur apprezzando il valore letterario dell'opera non mi è piaciuta e non ne consiglierei la lettura.
Lo stile è molto studiato però, se davvero l'obiettivo è quello di farci pensare come la governante, non sortisce affatto - almeno con me - l'effetto di coinvolgere nelle sue ossessioni quanto quello di annoiare con continue ripetizioni e pensieri analizzati con minuzia chirurgica.

Di fatto il libro non è neanche lontanamente un horror, lo definirei, con un'etichetta nata degli ultimi anni, un thriller psicologico..

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1 commento:

  1. Ciao, a me questo libro era piaciuto proprio per la descrizione delle ossessioni della governante, alla fine i fantasmi sono più che altro nella sua testa. Sicuramente è un'analisi psicologica, non un horror alla Stephen King :-)

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)