martedì 15 marzo 2016

Il buio oltre la siepe - Harper Lee #BookTalk


Buongiorno a tutti,
il primo post recensione della settimana ci porta indietro nel tempo: Alabama, anni '30.
Un  ragazzo nero viene accusato di aver violentato una donna bianca, la difesa del ragazzo viene affidata d'ufficio all'avvocato Atticus Finch che decide di accettare l'incarico.
Tutta la vicenda è filtrata dal racconto di una bimba di nove anni: Scout, nomignolo di Jean-Louise Finch, figlia di Atticus.


Qual è l'ultimo libro che non avreste mai voluto lasciare?



IL BUIO OLTRE LA SIEPE (1960)

Harper Lee

ed. Universale Economica Feltrinelli


290 pag. - 8€
5/5 su Goodreads
Traduzione: Amalia D'Agostino Schanzer


L'Alabama degli anni '30 è un posto strano in cui vivere: bianchi e neri condividono gli stessi posti, la stessa cittadina ma non fanno parte della stessa comunità. I neri sono ancora visti come "selvaggi", come persone inferiori che possono occuparsi solo di mansioni semplici e umili.
In uno scenario del genere però inizia a sollevare la testa qualcuno che pensa che le cose non stiano così: le persone afroamericane sono persone, persone e basta e come tutti sono in grado di vivere in una comunità, di prendersene cura, di rispettarne le regole.
Tom Robinson, un bracciante di colore, viene un giorno accusato di aver violentato Mayella Ewell, una donna bianca appartenente ad una famiglia malfamata, malvista da tutta la comunità della cittadina di Maycomb.
La difesa viene affidata d'ufficio ad Atticus Finch che la accetta e porta il caso in tribunale: Tom Robinson verrà difeso da Atticus che porterà di fronte alla giuria forti evidenze dell'innocenza del ragazzo.

Non vi do ulteriori dettagli sulla trama, sappiate solo che l'esito del processo si conosce solo poco oltre la metà del libro. E il resto del romanzo di cosa tratta?

il buio oltre la siepe harper lee recensione

Già sin dall'inizio della storia, Harper Lee tesse una tela di personaggi e situazioni apparentemente non correlati con le vicende principali della storia. 
Solo dopo la fine del processo il lettore inizia a mettere a posto le tessere del puzzle: personaggi, luoghi, situazioni, presentate come del tutto indipendenti nella prima metà del romanzo, iniziano pian piano ad entrare in relazione fra loro sino a portarci sino alla fine del romanzo che, lasciatemelo dire, è mozzafiato.

Non si tratta di grandi colpi di scena, d'accordo, ma la narrazione è stesa con una tale bravura che il finale del romanzo emoziona il lettore e lo travolge, lo guida verso una bizzarra scoperta e verso una riflessione sul bene e il male che spesso, se non sempre, sono del tutto relativi.

Ultima nota sul personaggio di Scout, ovvero Jean-Louise, figlia di Atticus: Scout è la voce narrante del romanzo, che filtra, attraverso i suoi occhi di bambina, tutti i fatti che avvengono nella cittadina di Maycomb.
La straordinarietà di Atticus si rivela anche nel modo in cui tira su sua figlia: del tutto al di fuori dagli schemi della società, Scout cresce libera, non è affatto una signorina a modo, gira in pantaloni e piedi nudi e va sempre dietro al fratello, facendo il maschiaccio.
Ad Atticus non gliene importa nulla di avere una figlioletta mansueta vestita di fiocchi rosa: tutte le volte in cui Atticus si rivolge ai suoi figli lo fa con un tono affettuoso e saggio, spiega loro argomenti complessi, li consiglia, li rimprovera ma non li fa sentire mai inadeguati ma soprattutto li spinge sempre a pensare e riflettere profondamente sulla natura delle cose.


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1 commento:

  1. Questo libro mi ha sempre ispirato molto, ma ho rimandato la sua lettura perchè lo temevo molto lento e pesante... insomma, un bel libro ma non con quella suspance che mi fa venire voglia di trovare tempo di leggere. Però dalla tua recensione traspare un certo entusiasmo... potrei riconsiderarlo!

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Caro Anonimo, se vuoi insultarmi devi almeno metterci la faccia. Se non lo farai il tuo commento non verrà pubblicato perché allora non sarai una persona che vuole muovere una critica ma solo uno che vuole litigare. E io ho cose ben più serie da fare, nella vita, che litigare con uno che non ha neppure il coraggio delle proprie parole :)