giovedì 10 marzo 2016

Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino #BookTalk


Buongiorno a tutti, la nostra recensione del giovedì oggi ci porta indietro nel tempo, durante la Resistenza partigiana contro l'occupazione nazi-fascista.
Libro bellissimo che parla di un periodo storico molto complesso visto però dagli occhi di un bambino, Pin, il nostro protagonista.

Qual è l'ultimo libro letto che definireste bello bellissimo?


il sentiero dei nidi di ragno italo calvino recensione

IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO (1947)

Italo Calvino

ed. Oscar Mondadori


220 pag. - 9,35€
5/5 su Goodreads


Pin abita in Liguria ed è quello che potremmo definire un abitante dei bassifondi: suo papà è un marinaio che ha, di fatto, abbandonato la famiglia, sua mamma è morta, sua sorella fa la prostituta ed esercita proprio nella casa che divide con Pin.
L'ambientazione risente molto del neorealismo italiano: la condizione di miseria e degrado in cui vive Pin non è celata e Pin viene descritto come uno di quei bambini che fanno i grandi, beve all'osteria assieme agli adulti e fuma sigarette.
La grande avventura di Pin attraverso la Resistenza italiana inizia perché all'osteria gli viene chiesto di dimostrare che lui non sta con i nazisti: poiché un assiduo cliente della sorella di Pin è un soldato tedesco lui dovrà entrare nella stanza mentre i due sono assieme e rubare la pistola del tedesco, una P-38 che dovrà poi portare all'osteria per dimostrare la sua fedeltà alla causa della Resistenza.
Pin non capisce molte delle cose che gli vengono dette: non sa cosa significhi Gap e non lo chiede, facendo finta che, invece, ne conosce perfettamente il significato. Di molte altre cose Pin non capisce il senso: la guerra, gli spari, la violenza, sono cose più grandi di lui, che lui non può né combattere né comprendere.
Pin ruberà quell'arma ma non la mostrerà mai all'osteria: andrà a sotterrarla sotto il sentiero dei nidi di ragno, un luogo nascosto e segreto che solo lui conosce.


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Dopo aver rubato la pistola e averla nascosta inizia la vera avventura di Pin che lo porterà lontano da casa a vagare, a incontrare gente buona e meno buona.

Il libro è molto bello e molto toccante proprio perché ci trasmette la sensazione che un bambino può provare in mezzo a tutto ciò: sentirsi sperduto.
Pin non si dà mai per vinto, lui è un bambino adulto, del resto.
Pin non piange, non si scoraggia, Pin raramente si fida - e si affida - al prossimo.

Decisamente 5 stelline su 5 per questo bellissimo romanzo che ci ricorda quali siano le radici della nostra seppur acciaccata democrazia.


Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Lo avrai, camerata Kesselring...

Piero Calamandrei

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