martedì 7 giugno 2016

Il ballo - Irène Némirovsky #BookTalk

irène némirovsky il ballo
Irène Némirovsky


Hello, hello, hello!!!
Eccomi qui rediviva da un periodo piuttosto impegnativo della mia simpatica esistenza.
Scusate l'assenza da ovunque - persino da Instragram, vedi un po' quanto è grave! - ma sto cercando di riorganizzarmi e tornare in pista - non è successo nulla di grave, anzi, cose belle ma leggermente destabilizzanti!
Torno in pista con questo bellissimo racconto breve di Irene Nemirovsky (no, non metterò gli accenti su quelle dannate e!) che è anche la mia prima lettura di questa autrice che mi ha sempre incuriosito parecchio. Partiamo? Partiamo!

Il ballo è un racconto in cui Irene Nemirovsky riesce a mettere a nudo la meschinità insita nella volontà di apparire.


il ballo néminovsky recensione

IL BALLO  (1929)

Irène Némirovsky

ed. Newton Compton


83 pag. - 0,99€ (ed. in foto - 6,80€ ed. Adelphi)
4/5 su Goodreads


I parvenu


Il ballo parla di una famiglia, i Kampf, arricchiti grazie ad un colpo di fortuna.
I Kampf vivono nell'agiatezza, vivono una vita di apparenze da dover rispettare e decidono, un giorno di organizzare un ballo per mostrare alla città il proprio prestigio e il proprio diritto di appartenere ad una classe sociale alta.
Per l'organizzazione del ballo non si bada a spese, la signora Kampf è molto su di giri al pensiero del ballo e dell'ottima impressione che farà sui suoi invitati: organizza tutto nei minimi dettagli, pensa al cibo, agli inviti.
L'eccitazione nei confronti di questo ballo è di due tipi: da un lato i Kampf rincorrono una sorta di legittimazione di sé fra i notabili della città, dall'altro mirano a superare la semplice legittimazione e a farsi ammirare e invidiare dagli altri.


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Antoinette Kampf


La piccola Antoinette, figlia quattordicenne dei Kampf è totalmente esclusa dall'organizzazione del ballo. In un primo momento è anche lei molto emozionata all'idea dell'evento, ma l'entusiasmo svanisce nel momento in cui la madre distrugge ogni sua illusione e le dice che non potrà prender parte al ballo.
Antoinette è la protagonista del racconto ed è un personaggio molto bello: è come se fosse ritagliato sullo sfondo di tutto il resto, è un personaggio isolato, che vive su un piano differente rispetto agli altri.
Il rapporto conflittuale con la madre è, a quanto pare, una costante nella scrittura di Némirovsky: ne Il ballo Antoinette vive con una madre egoista e ostinata che antepone il proprio benessere a quello della figlia.

Credo che la trama de Il ballo sia abbastanza conosciuta ma nel caso non ne aveste mai sentito parlare preferisco non svelarvi tutto. Io, ad esempio, non conoscevo la trama e sono stata piacevolmente sorpresa da alcuni, chiamiamoli così, colpi di scena.

Sappiate solo che ad un certo punto della storia Antoinette compie un gesto molto crudele nei confronti della madre.
Questo gesto è il nodo del racconto ed è anche la parte più sfaccettata e difficilmente interpretabile della storia.
Il lettore vede Antoinette compiere quel gesto ma non sente di poterla biasimare: ci si immedesima, si vive quasi con compiacimento quanto accade.
Tuttavia, quasi parallelamente, inizia a svilupparsi una certa compassione per la madre che inizia ad apparire come un personaggio ridicolo, fin troppo concentrata sul suo ballo, priva di qualsiasi altro interesse nella propria vita.

Némirovsky antisemita?


Facendo le mie ricerche per la stesura di questo post ho letto in giro che spesso è stata data un'interpretazione antisemita al tono dei romanzi di Némirovsky.
C'è da dire che Némirovsky è di origine ebraica (si converte però al cattolicesimo nel '39) per cui se di antisemitismo di tratta è, per così dire, un antisemitismo dall'interno.

Conosco davvero pochissimo quest'autrice ragion per cui ciò che sto per scrivere è solo una sensazione e non è supportata da alcuno studio ma a mio avviso non si può tacciare Irène Némirovsky di antisemitismo e per almeno un paio di ragioni.
Il primo è che, mi sbaglierò, ma una persona che appartiene ad una determinata comunità o cultura ha tutto il diritto di criticare anche molto aspramente quella comunità o cultura: lo dico da siciliana, io detesto il 90% di tutto ciò che proviene da quell'isola infernale ma non per questo mi definisco antisiciliana perché nonostante il casino che è quella terra riesco a riconoscerne anche le (poche ) cose buone.
Secondo: a mio avviso la critica di Némirovsky è più indirizzata ad una categoria sociale che ad una cultura. Ne Il ballo chi ne esce sconfitta è la borghesia arricchita-nobiltà wannabe, che poi gran parte di questa categoria negli anni '30 fosse rappresentata da ebrei non credo sia il punto centrale della questione - immagino che Irène Némirovsky riconoscesse anche le debolezze degli arricchiti di altre culture...

In conclusione, libro consigliato, lettura scorrevole e grande compiacimento da lettore finale!

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